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Reggina: è il momento del solito bicchiere

La Reggina torna da Trapani con le pive nel sacco. In questo campionato, però, è semplicemente la normalità che si verifica.

Troppa la discrepanza tra i valori in campo, le ambizioni e persino il potere economico.

Un ritornello che infastidisce i tifosi. Ma è la verità, nient’altro che la verità.

Così come quel Cosenza che, avrà perso in casa con la Casertana e starà facendo malissimo, ha tecnici, esperienza e profondità della panchina che, curriculum alla mano, Agenore Maurizi può solo sognare.

Reggina: i numeri

La Reggina deve vedere il bicchiere mezzo pieno, forse anche di più. Nove punti in otto partite non sono un bottino ragguardevole, ma neanche misero.

Cinque sfide sono state giocate lontano dal Granillo dove, tra l’altro, non sono giunte certo le ultime arrivate: Catanzaro, Matera e Cosenza.  E l’oggettività non può essere negata.

A voler esser pignoli manca un punto a Rende, ma chiedere di più sarebbe stato francamente troppo.

Chi dimentica che questa squadra arrivava con esperienza “zero” all’avvio di questa stagione è complice di valutazioni che trascendono nelle opinioni e mettono da parte dei fatti.

L’obiettivo della Reggina è evitare i play out, allo stato attuale perfettamente raggiungibile. Creare false aspettative o illusioni contribuirà eventualmente solo ad alimentare malumori futuri.

Reggina: settimana importante

Con la stessa onestà intellettuale con cui si riconosceva che alcuni buoni risultati erano stati accompagnati da discrete prestazioni e una buona dose di fortuna, oggi il tutto viene compensato dall’aver giocato praticamente tutto il campionato senza il centravanti titolare che, in alcune fasi, per caratteristiche sarebbe servito “come il pane”.

Attenzione, però, sabato arriva la Fidelis Andria e un passo falso porterebbe a vedere il bicchiere mezzo vuoto.  Il solito bicchiere.

Un banco di prova importante contro una “pari grado”, che dirà molto su quali siano le garanzie che può dare la Reggina.

Per la Reggina di colpo il bel gioco, la ricerca del “calcio di comando” e la vasta “proposizione” delle prime sei giornate verrebbero cancellati con un colpo di spugna da una classifica che si farebbe meno “tranquilla”.  E all’orizzonte la difficile trasferta in casa della sorpresa Monopoli e il proibitivo impegno contro la corazzata Catania.

Il rischio che questa squadra di giovanissimi possa far male sotto pressione esiste.  E per questo sarebbe opportuno non finire mai nelle sabbie mobili.