Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Reggina, quando dal “nome” si deve pretendere di più

Reggina, quando dal “nome” si deve pretendere di più

La Reggina si è affacciata a questa stagione con la consapevoelzza che puntare sui giovani avrebbe riservato diverse incognite.  Ci si attendono errori, pause e passaggi a vuoto, sebbene la qualità tecnica a disposizione di Agenore Maurizi sia tutt’altro che scarsa. L’organico amaranto, però, in questa stagione ha un calciatore a cui si richiede da fare da chioccia sotto ogni punto di vista.

Reggina, il brasiliano “italiano”

Adriano Mezavilla, 34 anni, senza ombra di dubbio può essere considerato il colpo più importante della campagna acquisti estiva. Fino allo scorso anno lottava per vincere il campionato con l’Alessandria da protagonista ed era l’uomo chiamato ad affiancare i “leader tecnici” della squadra”.  Nel campionato italiano ha dimostrato di adattarsi perfettamente da quasi un decennio e non esistono dubbi sulla qualità del giocatore, sebbene fino ad ora l’unico vero squillo è quel sontuoso assist a Porcino nel derby con il Catanzaro.

Reggina: aspettando Mezavilla

La Reggina ha bisogno di Mezavilla. Nell’immaginario collettivo doveva essere il sostituto di Botta, ma è un calciatore con caratteristiche tecniche diverse. Non ha fatto la preparazione con la squadra e questo potrebbe incidere sui suoi ritmi non elevatissimi, sebbene mai sia stato un fulmine. Contro il Cosenza ci si attendeva che, con la museruola messa a De Francesco da Braglia, potesse diventare l’alternativa  come illuminatore del gioco.  Troppo spesso, invece, lo si è visto andare in orizzontale e farsi sopraffare dagli omologhi avversari.  Mezavilla è il “nome” della Reggina e da lui è lecito attendersi qualcosa che vada oltre il famigerato “compitino”.