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Reggina, prestazione incolore e forse anche eccessivo timore. Ma calma…

La prima battuta d’arresto casalinga della Reggina, non ci ha colto completamente di sorpresa. Sensazioni non positive le avevamo condivise qualche minuto prima della gara con alcuni colleghi. I motivi diversi, sicuramente su tutti la forza e la qualità di un avversario costruito per vincere ed ancora solo per poco collocato nella parte bassa della classifica.

Cosenza destinato a scalare la classifica

Il Cosenza è squadra forte, in ogni reparto, strutturalmente ben dotato e costruito con sapienza nei tre settori del campo. A questo organico ha aggiunto un allenatore esperto e profondo conoscitore della categoria, capace di leggere in maniera chiara situazioni e momenti e riuscire modificarli. Sacrificando gente come Caccavallo, Statella, Mungo, elementi che in qualunque altra squadra che lotta per il vertice, avrebbero fatto i titolari inamovibili, bravo Braglia.

Reggina scarica e forse troppo accorta

Insieme a questo una Reggina che tira fuori un prestazione incolore, squadra scarica così come ha sottolineato il proprio allenatore, sul piano fisico e mentale. Non ancora capace di gestire il doppio impegno ravvicinato e forse eccessivamente timorosa al cospetto di un avversario, che abbiamo detto, assai quotato. Parlavamo di sensazioni e quelle che c’erano arrivate durante la conferenza stampa pre gara da mister Maurizi, non ci avevano esaltato. Lo stesso aveva percepito dal suo gruppo qualche segnale di insofferenza e probabilmente anche per questo nel decidere l’undici da mandare in campo, ha optato per un atteggiamento più accorto, forse troppo accorto, tanto da far pensare, come detto, ad una eccessiva preoccupazione, riguardo lo stato generale della propria squadra e per l’avversario. La Reggina si è snaturata, ha mostrato poco coraggio, ha peccato in quelle caratteristiche che fino ad oggi ne hanno contraddistinto il percorso. Spensieratezza, capacità di gioco, aggressività e furore. Da capire se per la reale forza del Cosenza o per demeriti propri, per Maurizi la seconda ipotesi è quella più probabile.

A Trapani l’ultima senza Tulissi e Bianchimano

Non sarà difficile capirlo, perché il prossimo avversario ha più o meno la stessa caratura dei silani ed anche in questo senso si aspettava il primo appuntamento con una grande del campionato per verificarne impatto e nostre capacità. La prima è andata male, ma siccome in tantissimi abbiamo apprezzato il lavoro del tecnico e la bontà di questo organico, nessuno si faccia travolgere dal pessimismo. A Trapani dovrebbe essere anche l’ultima partita senza Tulissi e Bianchimano.

Michele Favano