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Reggina – Cosenza, ecco perchè il derby può essere la partita di Maurizi

di Pasquale De Marte – La Reggina, in estate, ha scelto di affidarsi ad un allenatore su cui si è riversato uno scetticismo senza precedenti.  Dopo sei partite Agenore Maurizi, in maniera effimera, potrebbe togliersi qualche sassolino dalla scarpa, ma il primo a sapere che per i giudizi definitivi è troppo presto è lui.  L’appuntamento, eventualmente, è rimandato a fine stagione.

La Reggina, fino ad ora, ha fatto bene, e soffermarsi sui numeri sarebbe un esercizio pleonastico, dato che dopo sei partite le statistiche potrebbero anche dipendere da meri episodi.  Nella squadra, fino ad ora, la mano dell’allenatore è risultata evidente e facilmente tracciabile: la costante ricerca della manovra a partire dai difensori, la scelta di pressare alto, decine di schemi su calcio piazzato, perfetta intercambiabilità degli uomini in molti ruoli e concetti che sembrano chiari.  Questo lo si vede indipendentemente dal fatto che palla prenda il palo o vada dentro, o che il difensore di turno si macchi di un errore individudale grossolano.

Reggina: il ruolo del tecnico

La Reggina non è una Ferrari, ma Maurizi la sta facendo correre veloce.  Ogni tanto la tenuta di strada non è ottimale, ma fino ad ora è rimasta sempre in carreggiata alla grande.  Per “un calcio di comando”, come ama dire il “pilota” amaranto, non ci si può permettere di alzare neanche un poco il piede dall’acceleratore, anche se a volte si rischiano contropiede potenzialmente letali.   Sono i rischi di una “messa a punto definitiva”  ancora mancante e che solo il tempo, attraverso il salto di qualità, potrà dare.

E il salto di qualità, cosa possibile ma non dovuta,  passa da partite come queste.  Ricche di significato, di pressioni e di difficoltà.

Reggina – Cosenza, la partita di Agenore

La Reggina  contro il Cosenza gioca una gara “diversa” e non solo per questioni di campanile.   Gli amaranto sono più una sorpresa: chi li affronta adotta contromisure studiate.  De Francesco e Porcino, per un tempo a Fondi, hanno subito quasi una marcatura a uomo a Fondi, segno che gli avversari non intendono più farsi trovare impreparati.  Al tecnico, eventualmente, toccherà studiare soluzioni alternative e non sarà facile: Tulissi, Di Livio e Bianchimano lo sarebbero, ma non ci saranno.

E davanti c’è un allenatore avversario che non è certo l’ultimo arrivato: esperto come pochi e vincente come ancora meno tecnici.  Da una parte il tecnico col curriculum zoppicante, dall’altra uno con una carriera stellare per la categoria.

E proprio per questo potrebbe essere la partita di Maurizi.