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In piedi davanti alla storia della Reggina: 1937-1974. I tabellini

La storia della Reggina: 1937-1974

La crescita della Dominante fu graduale, ma piuttosto precoce: nel 1937 essa poteva ritenersi ormai matura per colmare il vuoto lasciato dalla Reggina. Il campionato calabro-siculo di Prima Divisione fu una cavalcata trionfale che culminò con la meritatissima promozione in serie C.

Ma se in Prima Divisione è possibile spopolare anche improvvisando, la serie C è ben altra cosa. Nel campionato successivo, quello del 1938-1939, la Dominante vide crescere a dismisura i propri problemi. I mezzi a disposizione erano infatti esigui; i calciatori erano tutti dilettanti, e in gran parte operai e impiegati che dovevano sottostare a degli orari di lavoro tassativi; qualcun altro partì anche per il servizio militare. Insomma, nonostante gli sforzi del trainer Pietro Piselli, la Dominante non solo retrocesse in Prima Divisione, ma, complice l’inizio della guerra, sprofondò in modo analogo a quanto accaduto pochi anni prima alla Reggina: sarebbe rinata nel 1945.

Ma la sorpresa era dietro l’angolo, anche se nessuno se ne era accorto.

La storia della Reggina: il dopoguerra

Dopo la guerra, la prima a rialzare su la testa, seppur con timidezza, fu, infatti, proprio la Reggina e grazie agli sforzi del cavaliere Andrea Giunta, primo presidente della ripresa, e del vicepresidente Paolo Labate. Non fu facile risalire dal burrone, ma, mano a mano, l’organico si rinfoltì e ricominciò la propria attività disputando anche diverse partite con gli Alleati che si erano stanziati tra Reggio e Messina. Proprio contro la “British Troops” avvenne, il 23 luglio del 1944, il ritorno tra i vivi della Reggina.

La storia della Reggina: il campo di maggio

Il secco 4-0 rifilato agli inglesi sul terreno di gioco del “Campo di Maggio” (nuova denominazione del campo sportivo) suscitò grande entusiasmo tra la folla, un entusiasmo che la squadra, rinata sotto l’impulso dei goliardi della “Corda Fratres”, riuscì addirittura a moltiplicare poche settimane dopo, il 13 agosto, quando alla “Royal Navy” si impose ancora sugli inglesi, nella gara di ritorno, per 4-1.

Per Reggio la “rinascita” della Reggina era una manna dal cielo: la città aveva bisogno di un simbolo in cui identificarsi e la nuova Reggina, quella del dopoguerra, lo incarna sotto tutte le sfaccettature.

La Reggina, insomma, oltre ad essere un fenomeno sportivo che coagula l’attenzione degli sportivi, era anche, e mai aveva raggiunto proporzioni così grandi, un appiglio sociale per tutta la cittadinanza.

La terza Dominante, rinata per concorrenza o per dispetto nei confronti dell’A.S. Reggina, non rimase a guardare: quando il 12 novembre del 1944 cominciò il campionato provinciale di Prima Divisione, infatti, la Reggina figurava nel girone A, mentre l’altra squadra cittadina nel girone B.

Reggio aveva bisogno anche di questa concorrenza.

La storia della Reggina: l’unico derby con la Dominante (1945)

Sebbene sui campi di gioco avvenissero, sempre più spesso, episodi di violenza che coinvolsero anche gli arbitri, l’inizio di campionato fu esaltante per entrambe le squadre, che nel frattempo, ai primi di dicembre avevano rinnovato i rispettivi direttivi.

La città fremeva, c’era curiosità, tutti aspettavano il primo scontro diretto tra le due rivali cittadine: l’occasione arrivò presto, nell’ultimo giorno dell’anno, approfittando della sosta natalizia dei campionati. Le cronache narrano di una gara memorabile, stravinta, per 3-0 dalla Reggina. Ma quella fu la prima e ultima volta che Reggina e Dominante si sfidarono, dato che per quest’ultima, quel match rappresentò una sorta di canto degli cigno: pochi giorni dopo, infatti, a gennaio, la Dominante, nonostante il buon avvio di campionato chiuse i battenti, cancellando quella sana e fruttifera rivalità reggina.

E mentre la FIGC annullava tutte le gare di campionato della Dominante, gran parte dei suoi giocatori, svincolati si trasferirono alla Reggina. Proprio un trasferimento irregolare, quello del giocatore Caridi, costò però il campionato alla Reggina che, qualificatasi al primo posto del girone A, a pari merito con la Taurianovese (una squadra in grado di battere gli amaranto nel corso del torneo), perse, a causa della posizione irregolare di Caridi la possibilità di disputare la fase finale del campionato contro Bovese e Melito, prime due classificate del girone B.

La storia della Reggina: la leggenda Bercarich e lo scandalo Pastore (1950)

Si trattò comunque di una vicenda che non infranse l’onda su cui la nuova Reggina cavalcava; gli amaranto, sospinti dal proprio bomber Bercarich, ancora oggi giocatore più prolifico della storia della Reggina, inanellarono stagioni esaltanti e sempre in crescendo.

Nel 1949-50, con lo “scandalo Pastore”, che aprì scenari torbidi sul famoso Reggina-Messina 0-3, che costò agli amaranto il sorpasso a scapito dei peloritani di Oronzo Pugliese, si chiuse il primo quinquennio della Reggina del dopoguerra. Si chiuse molto male, in realtà, visto che la sommossa popolare, in seguito alla fuga verso Roma di Pastore, coinvolse tutta la città, costringendo il sindaco a nominare una speciale commissione d’inchiesta.

La storia della Reggina: lo scandalo Ziletti e la retrocessione (1951)

I cinque anni successivi al 1950 furono di stallo, ma rimangono tuttora macchiati da un caso di corruzione che interessò, questa volta nel ruolo di carnefice e non di vittima, la Reggina, rea di aver tentato di corrompere il giocatore del Catanzaro, Ziletti, prima dell’incontro tra le due compagini, peraltro deciso dallo stesso Ziletti su rigore.

La Reggina pagò a caro prezzo tale scorrettezza, essendo penalizzata di diciassette punti, piazzandosi al penultimo posto in classifica e, quindi, retrocedendo nella categoria inferiore.

La storia della Reggina: Oronzo pugliese e il ritorno in terza serie (1956)

Nella stagione 1955-56 fece la sua comparsa in città, nel ruolo di trainer, proprio quell ’Oronzo Pugliese, che il destino aveva già legato indissolubilmente alla storia amaranto, in riferimento allo “scandalo Pastore”. In quegli anni, guidata anche da Totò Bumbaca, la Reggina ottenne la promozione in serie C.

La storia della Reggina: Granillo, Maestrelli, la promozione in serie B (1965) e la serie A sfiorata (1966)

Un’altra promozione, quella in serie B, avvenuta a distanza di alcuni anni, nel 1964-65, fu di ben altro spessore storico: per la prima volta, infatti, la Reggina si affacciò alla cadetteria. Furono anni importanti, sia per la squadra, trascinata in campionati diversi dai vari Camozzi, Alaimo, Rigotto, Segato, Causio, sia per la città. Fu Oreste Granillo, a cui oggi è intitolato lo stadio di Reggio, il primo presidente della Reggina promossa in serie B, era la Reggina di Maestrelli che l’anno dopo avrebbe accarezzato la promozione nel massimo campionato.

Nel 1965-66, la Reggina, infatti, sfiorò per un solo gol la storica promozione in serie A, pareggiando per 0-0 sul campo del Lecco il 19 giugno del 1966.

La storia della Reggina: gli anni della rivolta (1970)

Gli anni successivi, quelli della rivolta, segnarono, oltre che l’intera città, anche la squadra amaranto, che non riuscì più a riaffacciarsi brillantemente nelle zone alte della classifica: i giocatori, ancorati e partecipi al tessuto sociale di Reggio, accusarono il colpo rispetto a quanto accadeva in città e, benché fossero “coccolati” dai tifosi (che addirittura sospendevano la guerriglia, aprendo le barricate disseminate sul territorio, facendo passare e scortando i calciatori verso lo stadio), non riuscirono ad alienarsi da un contesto che era esploso violentemente: la Reggina, per diversi anni, anche successivi al 1970, non riuscì ad essere competitiva oltre una dignitosa posizione di metà classifica

La storia della Reggina: il declino e la retrocessione in serie C (1974)

Nel 1972, inoltre, un nuovo scandalo coinvolse la Reggina, trascinata in tribunale dal Livorno, che, tramite la testimonianza di Alfredo Soli, modenese, accusò gli amaranto di aver tentato di truccare proprio la gara con il Modena; risultato: la Reggina fu assolta sia in primo grado, che dalla Caf.

Il 16 giugno del 1974, però, arrivò la doccia fredda: la Reggina sconfisse infatti, al Comunale, il Brindisi, ma, a causa della concomitante vittoria del Perugia (sconfitto la domenica precedente grazie a un rigore di Trinchero), sul campo del Parma, fu condannata, per differenza reti, alla retrocessione in serie C. Quella vittoria degli umbri sul Parma, squadra d’alta classifica, non convinse mai la Reggina, che provò in tutti i modi, ma vanamente, a provare la combine.

Il Perugia, però, nella persona del consigliere D’Attoma (poi divenuto presidente) fu assolto sia in primo grado, che dalla Caf, per la Reggina si spalancarono le porte dell’inferno: l’inferno della serie C.

Qui tutti i tabellini

34-35 45-46 46-47 47-48 48-49 49-50 50-51 51-52 52-53 53-54 54-55 55-56 56-57 57-58 58-59 59-60 60-61 61-62 62-63 63-74