Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Reggina: Maurizi l’innovatore, ma anche tradizionalista secondo un dato

Reggina: Maurizi l’innovatore, ma anche tradizionalista secondo un dato

La Reggina che, nelle prime cinque giornate, è riuscita ad andare oltre le aspettative deve molto al ruolo del proprio allenatore. Arrivato tra lo scetticismo generale, fino ad ora Agenore Maurizi ha dimostrato molto più di quello che sembrava poter offrire.

Non è mancata persino l’ironia, nel ritenerlo un allenatore di Calcio a 5 prestato al calcio.  Sorrisi o meno: si tratta di uno dei pochi tecnici che può contare, a livello di titoli,  sul massimo livello di riconoscimento in due sport diversi.

Allo stesso tempo il curriculum non parlava di lui in maniera poi così positiva e questo appare innegabile.

Reggina: Agenore l’innovatore

La Reggina ha sperimentato sulla sua pelle una serie di cambiamenti portati dal tecnico nell’economia della preparazione al campionato. Il ritiro svolto al S.Agata ha messo in luce un lavoro in precampionato prevalentemente finalizzato al lavoro col pallone, lasciando da parte i tradizionali carichi di lavoro fisici, definiti da molti “benzina” da mettere nelle gambe in vista della stagione. Fino al momento la squadra non sembra pagare la scelta, ma anzi trarne beneficio.

Reggina: Maurizi il tradizionalista

La Reggina dopo cinque partite è una delle squadre che ha effettuato meno cambi nel girone C di Serie C. Esattamente 15 su 5 partite: 3 per match.  Come accadeva in passato, mentre adesso tutte le squadre di terza serie potrebbero farne cinque a gara sfruttando l’intervallo o tre finestre temporali durante il gioco effettivo.

Un dato che va in controtendenza con una squadra che appare molto coinvolta nei meccanismi del gioco del tecnico.  Scelta casuale o voluta? Magari per evitare di stravolgere troppo tatticamente la squadra, il futuro dirà se verrà mantenuta questa filosofia.