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Reggina: l’ottimismo è un dovere, il pessimismo… pure

di Pasquale De Marte – La Reggina si gode il momento.  Otto punti in cinque partite, una squadra che, dopo anni, si siede al tavolo delle grandi del girone meridionale e che sembra aver già conquistato i tifosi.

Uno scenario che, solo un mese fa, sembrava impossibile.  Le scelte societarie verso professionisti il cui curriculum dava adito a critiche preventive e ad un giustificato pessimismo oggi sembrano azzeccate.

La Reggina, per ora, è pienamente in linea con gli obiettivi prefissati, anzi appare molto oltre.  I risultati non arrivano mai per caso e più di un indizio lascia credere che il bottino di punti conquistato rappresenti quanto gli uomini di Maurizi hanno dimostrato di meritare.

Il calcio, però, conosce confini sottili: basta un episodio per alterare la storia di un campionato o addirittura quella di un club.

Se il tiro di Rigoni a Novara  nel 2010 fosse finito alle stelle, invece che all’incrocio, chissà come sarebbe andata la storia di quella società con una promozione in Serie A.

Ed ecco che occorre guardarsi indietro per capire che, fino al momento, gli episodi non hanno penalizzato gli amaranto.  Un rigore parato dal portiere potenzialmente decisivo, Cucchietti spesso migliore in campo  e due pali colpiti dagli avversari a tempo scaduto certificano che, fino al momento, se qualcosa poteva andare bene, lo ha fatto.

Questo non indica che questa Reggina sia una squadra fortunata, dato che gli infortuni di uomini chiave come Bianchimano e Tulissi rivelano l’esatto contrario.

Non è solo una squadra fortunata perchè gode di una proposta offensiva che in riva allo Stretto non si vedeva da tempo, che rischia forse un po’ troppo ma che può contare su potenziale grande portiere.

Occorre, però, restare umili e non guardare la classifica. Staccare i piedi da terra significa suicidarsi.  Mantenere quel sano pessimismo portafortuna  di inizio stagione potrebbe contribuire a evitare di abbandonarsi ad inutili voli pindarici.

All’orizzonte ci sono partite difficili e c’è molto da migliorare nella gestione dei momenti critici e negativi della partite.  C’è da valutare come, alla lunga, la scelta di fare una preparazione senza grandi carichi di lavoro fisici possa relazionarsi con la crescente condizione fisica delle altre squadre.  E nel frattempo gli avversari inizieranno a conoscere l’orchestra di Maurizi e a trovare contromisure forse adeguate.

La Reggina è una squadra giovane tale e nelle più rosee potrebbe anche solo migliorare.  L’ottimismo è un obbligo, ma il pessimismo pure.

La somma chiede equilibrio nei giudizi e nelle previsioni, dato che gli unici a poter sognare sono i tifosi.