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Calcio – Le tante facce della Reggina di Maurizi. Si può dire: bravo Agenore

Gioco di comando, ma anche grande capacità di adattamento ad una gara di sofferenza. Difesa a quattro come struttura tattica di base, ma anche disposizione a tre nel momento in cui la partita ne richiede il cambio a tutela maggiore di un risultato da conquistare.

Altro che integralista Agenore Maurizi, ha costruito la sua Reggina dandole una identità vera, per plasmarla durante questo breve percorso in base a quelle che sono le necessità che si presentano in partita. Identità e duttilità. Per accorgersi della prima caratteristica bastava seguire i primi allenamenti nel corso della preparazione ed anche quelle amichevoli ritenute di poco conto che, invece, ai più attenti, hanno lasciato immediatamente la sensazione di un gruppo di calciatori con idee precise, movimenti studiati, corsa e straordinario spirito di sacrificio.

Sul piano della duttilità, invece, il grande compito lo ha svolto il coordinatore dell’area tecnica Sasà Basile, nella individuazione, sotto indicazione del tecnico, di tutti quei calciatori con specifiche caratteristiche e capaci di muoversi in maniera disinvolta in più zone del campo.

E’ questa è la Reggina che ne è venuta fuori, nel suo dna predisposta all’ormai famoso gioco di comando, ma qualora le condizioni di un qualsiasi sviluppo di gara non lo consenta, abile a trasformarsi, con una disposizione ed un atteggiamento di attesa e se necessario anche a barricarsi. Dovendo migliorare ed ancora tanto su molti aspetti, che possono essere quello tenuta sul piano mentale per tutto il corso della gara, della capacità di concretizzare in maniera più cinica le occasioni da rete create, nell’evitare il ripetersi che la vedono puntualmente in difficoltà in fase di marcatura preventiva su ripartenza degli avversari.

La garanzia certa è sapere che Maurizi è un gran lavoratore, convinto delle proprie idee ma non presuntuoso, talmente con i piedi piantati a terra da considerare poco il dato che vede gli amaranto dopo cinque giornate di campionato con otto punti conquistati, ma comunque felice per questo.

Lui che studia, analizza, osserva il comportamento dei suoi calciatori e cerca di migliorarne le qualità di ogni singolo, mostrando quasi irriverenza nei confronti di qualunque avversario nel momento in cui gli si chiede come affrontarlo salvo poi approfondirne ogni caratteristica e giocata. Ci sono tutti i presupposti per raggiungere l’obiettivo prefissato e forse anche divertirsi un po’.

M.F.