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(FOTO) Reggina, il Sant’Agata sempre più casa degli amaranto: la struttura risorge, aspettando il 2018

di Pasquale De Marte – Accade spesso di interrogarsi se il centro sportivo S.Agata (nella sua interezza) sia un costo o una risorsa per la Reggina, soprattutto in un calcio che, a certi livelli, mette in discussione la patrimonialità e l’opportunità di investire sui settori giovanili (leggi qui).

La società amaranto  nella passata stagione ed in quella in corso lo ha avuto in affitto per circa diecimila euro al mese.  240.000 euro che hanno evitato di affittare campi d’allenamento qua e là, la dispersione delle squadre delle giovanili in zone più o meno periferiche  e il risparmio su qualche ritiro.

La concessione sull’area demaniale su cui risiede il centro sportivo è in mano alla curatela della vecchia Reggina Calcio e presto sarà pubblicato un bando attraverso cui chi vorrà beneficiare del nome, del logo, del diritto all’identità e all’utilizzo del S.Agata fino al 2027 (dopo l’accordo di rinnovo tra Città Metropolitana  e curatori) dovrà partecipare ad un’asta con base di 500.000 euro (?).

Inutile nascondere che il soggetto maggiormente interessato all’acquisto del pacchetto dovrebbe essere la società amaranto, che attualmente detiene tutto in affitto e che dovrebbe essere l’interlocutore preferito dalle altre  componenti.

Sull’opportunità che un soggetto terzo senza un titolo sportivo adeguato si sobbarchi una spesa di quella portata per un centro utilizzabile solo nelle ore diurne (manca l’illuminazione per la vicinanza dell’aeroporto e i settori giovanili in genere sono fatti da studenti che la mattina sono a scuola)  o che qualcuno esterno al calcio investa in un territorio asfittico come quello reggino per specularci su in vari modi possibili, oggi sembra un’idea complicata, ma comunque possibile.

La Reggina, tra l’altro, pare determinata a fare del S.Agata la sua casa “definitiva”.  Cominciano ad essere lontani i tempi in cui la struttura appariva quasi “fantasma” dopo il periodo di inutilizzo dovuto al sequestro.

Dal momento del primo insediamento diverse parti sono state riportate ad essere fruibili, in molte zone l’incuria derivante dall’abbandono non si nota più e la manutenzione ordinaria sembra essere diventata una proficua consuetudine.

Il campo in erba naturale che quest’estate era diventato di terra è tornato un invidiabile tappeto verde.

Qua e là campeggia ancora qualche simbolo della vecchia Reggina Calcio, ma presto il tutto sarà sostituito: ulteriore certificazione di quelle che sono le intenzioni per il futuro.

Non lo si dice, ma in casa amaranto ci si augura davvero che il Sant’Agata possa restare della Reggina 1914 fino al 2027 e oltre. Occorrerà aspettare i primi mesi del 2018.