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Reggina, quel primo tempo è stato uno spettacolo. Poi cosa è successo?

Spettacolari, ai limiti della perfezione quei quarantacinque minuti giocati dalla Reggina contro il Matera. C’è stato tutto in quel primo tempo, qualità di gioco, idee, concetti, schemi, pressing e quella straordinaria giocata De Francesco-Porcino che ha prodotto la rete del vantaggio. Una Reggina che ha strappato applausi dal proprio pubblico con una sequenza impressionante come non succedeva da anni, un match giocato senza respiro per gli avversari che subivano e gli amaranto che spingevano. Una Reggina rivisitata negli interpreti ma non nella disposizione tattica, con Bianchimano ancora fuori e Tulissi infortunato dell’ultimo momento, ha tenuto benissimo il campo al cospetto di una squadra molto forte, tecnicamente superiore e con un allenatore esperto e di grande competenza come Auteri. Talmente esperto da modificare quell’atteggiamento passivo dei suoi con qualche sostituzione ed il conseguente accorgimento tattico, utili a trasformare anzi a cancellare completamente una prima parte caratterizzata da enormi difficoltà. Gli interrogativi di fine gara sono quelli che ci si pone ogniqualvolta si assiste ad un match dal doppio volto e le disamine dei due allenatori non garantiscono risposte certe perché di parte. La Reggina è stata bellissima e di chiara impronta “Mauriziana” per tutto il primo tempo, le motivazioni del calo nella seconda parte dell’incontro vanno ricercate. Sul piano della tenuta era impensabile mantenere quei ritmi altissimi per l’intera durata della gara, sono state le distanze tra i reparti a pagarne subito le conseguenze, quindi i tempi di intervento, la capacità di arrivare su prima e seconda palla. Insieme a questo, e lo abbiamo già detto, la bravura di chi sta di fronte, perché al calo della Reggina, contemporaneamente si è registrata la crescita del Matera sulla interpretazione tattica e lo sviluppo della manovra. Il primo tempo aveva fatto pensare ad una giornata da incorniciare, nel computo delle occasioni da rete create dalle due squadre invece, il punto maturato diventa risultato preziosissimo. A Maurizi lasciamo il compito di risolvere le problematiche venute fuori alla distanza e soprattutto l’analisi dei soliti dieci minuti finali in cui si rischia da tre gare di vanificare tutto. Due volte Cucchietti contro Catanzaro e Paganese, questa volta il palo, hanno evitato il peggio, ma non sembra potrà andare così bene…

M.F.