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Reggina, per Maurizi la certezza è il modulo, ma con il Matera cambierà qualche interprete

Secondo consuetudine, mister Maurizi, qualche giorno prima della sfida di campionato, chiude le porte del centro sportivo S. Agata. Nasconde strategie, schemi, eventuali scelte sugli uomini da mandare in campo. Chiunque giochi contro la Reggina, però, può partire da una certezza, il modulo tattico praticato dall’allenatore romano e suo marchio in questo avvio di stagione, il 4-3-1-2. Nonostante gli esperimenti sia in fase di preparazione che per esempio nella sfida di Coppa Italia contro il Rende siano stati applicati, ma probabilmente solo per assicurarsi in un futuro non individuabile eventuali nuove soluzioni. L’intera campagna acquisti della Reggina, portata avanti da Sasà Basile, è stata impostata per un tipo di schieramento e quindi una identità di gioco precisa, ma con elementi talmente duttili, da consentire eventualmente anche possibili cambi in corso d’opera. Nel frattempo c’è da pensare al Matera ed a come batterlo, perché riuscire a dare continuità alla vittoria con il Catanzaro, il pareggio di Pagani ed il successo di Coppa, sarebbe assai utile, oltre che produttivo per la classifica. E se è vero che sull’atteggiamento tattico non vi possono essere dubbi, è altrettanto vero che ancora una volta l’undici titolare potrebbe presentare delle novità. Dettate intanto da chi non può esserci come Bianchimano, da chi rientra dopo qualche settimana di stop come Laezza e chi invece potrebbe essere scelto per l’impiego sin dal primo minuto. I dubbi del tecnico riguarderebbero il terzo posto di centrocampo, dando per scontate le presenze di De Francesco e Mezavilla ed il reparto offensivo dove Sparacello, dopo la maglia da titolare a Pagani, rischia di far posto a Tulissi spostato al fianco di Sciamanna, con Bezziccheri alle loro spalle.

M.F.