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Calcio – Reggina, la capacità di mostrare più volti, la necessità di migliorare

Le vittorie aiutano, sempre. Accrescono l’autostima se arrivano con una certa continuità, sollevano il morale se giungono dopo qualche passo falso, diventano fondamentali sul piano psicologico per un gruppo molto giovane. Per questo dopo l’inaspettata ed immeritata sconfitta di Rende, i tre punti maturati al Granillo contro il Catanzaro sono oro colato per una squadra come la Reggina, totalmente rinnovata, in piena fase di evoluzione. Si è passati nel giro di una settimana da critiche feroci nei confronti di tutti, coordinatore, allenatore, giocatori, ai complimenti per un gruppo di giovanotti capace di tirare fuori caratteristiche che ai più erano sconosciute. Cose del calcio. Il dato più interessante venuto fuori da questi due confronti, è la duttilità nell’espressione di gioco, fraseggiante e di “comando” al Lorenzon, più pratico ed accorto al Granillo con il Catanzaro. La posizione di Alberto De Francesco in questo senso riesce a fare la differenza, perché collocato davanti alla difesa è più partecipe e riesce a dare qualità in fase di possesso, da interno di centrocampo ha altri compiti. Mezavilla, sistemato in quel ruolo, rispetto allo stesso De Francesco garantisce più solidità, esperienza e sicurezza soprattutto quando ad avere la palla sono gli avversari. Sulla qualità è una gara interessante tra i due. Ma, come detto, il dato che più interessa a mister Maurizi è quello riguardante la capacità della squadra di potersi esprimere in modo diverso ed in base a chi si trova davanti, quindi veloce, sbarazzina e votata ad avere il pallino del gioco in mano quando è possibile, “ignorante”, compatta e combattiva se la forza dell’avversario è oggettivamente superiore. Tutto perfetto? Problemi risolti? Assolutamente no, perché insieme a tutto quello che abbiamo appena detto, c’è ancora tanto da lavorare per limare sbavature e disattenzioni, che ci sono state a Rende come anche al Granillo. Alla prima uscita una squadra lunga e distratta sulle marcature preventive ha concesso praterie ai padroni di casa, contro il Catanzaro il tecnico è riuscito a far stare i suoi più compatti, ma le occasioni per i giallorossi addirittura in inferiorità numerica non sono mancate. Santo Cucchietti. Altro aspetto da rivedere, ma probabilmente dettato dalla giovane età del gruppo, il comportamento della squadra caratterizzato da amnesie e paure nel momento in cui l’avversario riesce ad avere il sopravvento e magari trovare anche il gol. Quindi accorgimenti che non dovranno essere solo tattici, ma di crescita complessiva sul piano della tenuta mentale e quella necessaria conoscenza del campionato, ma questo potrà avvenire solo con il trascorrere delle giornate.

Michele Favano