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Calcio – Il Catanzaro si gode tre potenziali talenti reggini. Ed il settore giovanile della Reggina?

Non sarà sfuggito ai più attenti che i risultati del settore giovanile della Reggina nella scorsa stagione non sono stati esaltanti.  Fisologici peccati di una società giovane che sta cercando di strutturarsi e darsi continuità, ma va sottolineato come non bisogni sottovalutare i campanelli d’allarme.

Gran parte delle fortune della vecchia Reggina nascevano dalla capacità di reperire sul territorio  i migliori talenti, non solo della provincia ma dell’intera Calabria.

Oggi, se le cose non miglioreranno, c’è il rischio che i Missiroli, i Viola, i Ceravolo ed i Barillà crescano lontano dal S.Agata.

L’esempio lampante arriva da tre potenziali talenti che sono già finiti sotto l’insegna del Catanzaro, grazie all’abile opera di scouting del responsabile Carmelo Moro, reggino tra l’altro.

Sono tre 2003  e sembrano promettere bene, sebbene a quell’età sia necessario andare con i piedi di piombo e sperare che i ragazzi abbiano la mentalità giusta per migliorarsi giorno dopo giorno senza montarsi la testa.

Il riferimento va in particolare al portiere Cicciù, al centrocampista Spina ed all’esterno mancino Iero, con quest’ultimo finito già nel mirino di Torino e Catania.

Se saranno grosse perdite, eventualmente, lo dirà il tempo e il loro sviluppo come calciatori.

Calciatori che erano già in orbita della Reggina Calcio di Lillo Foti e che non si è riusciti, per motivi che vanno comunque capiti, a trattenere nel nuovo corso.

Sia chiaro: calciatori importanti tra i giovani amaranto non mancano, ma perdere soprattutto i reggini potrebbe essere una beffa.

Vedere Puntoriere giocare con una maglia diversa da quella amaranto è stata un po’ una beffa, soprattutto per uno che per undici anni è cresciuto a pane e maglia amaranto.

Ma in quel caso la concorrenza dei club di Serie B sarebbe stata impossibile da vincere dopo la mancata iscrizione in Lega Pro del 2015.

E chissà che nei propositi di rivoluzione messi in chiaro già a giugno non ci sia la totale rifondazione del settore giovanile e l’opera di scouting che quest’anno è partita con gli “Open Days”, opportunità date ai giovani calciatori per sostenere liberamente dei provini al Sant’Agata.