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Reggina – Toti Porcino, i derby, i gol, la convinzione del ruolo

Lo hanno ribattezzato uomo derby, una definizione fin troppo scontata, ma inevitabile. Incredibili le coincidenze, ancora alla seconda giornata, una maglia giallorossa quella degli avversari, lo scorso anno il Messina, adesso il Catanzaro. Il marcatore sempre lui, Toti Porcino che in determinate partite riesce a metterci sempre lo zampino e come lui stesso ha più volte ribadito, per un reggino purosangue è il massimo che si possa ottenere. Un inserimento, un gol, media impressionante, ma anche una serie di considerazioni che ne sono scaturite sulla sua attuale posizione in campo. Dall’arrivo di Maurizi sulla panchina della Reggina l’esterno lo si è visto prima da interno di centrocampo, poi un ritorno al passato, ai suoi primi anni di carriera, quindi da quarto di difesa, fiumi di parole dette e scritte riguardo la scelta dell’allenatore romano. E ce ne saranno delle altre, visto che sull’unico inserimento della gara contro il Catanzaro, su assit-gioiello di Mezzavilla, ha trovato la prima rete stagionale, alla sua maniera. C’è un dato oggettivo, Toti Porcino è forte, anzi, per questa categoria fortissimo. In quanto tale qualunque sia il ruolo a lui affidato, rimane giocatore affidabile, imprescindibile, prezioso dal punto di vista tecnico e tattico. La Reggina oggi si schiera con il 4-3-1-2, modulo non proprio congeniale a quelle che sono le sue caratteristiche, ma proprio in virtù di tutte quelle qualità che abbiamo appena descritto, Maurizi lo vuole comunque in campo, in attesa che sia lo stesso calciatore, con il tempo, ad accettare il ruolo, quel ruolo che conosce bene, ma che sembra non digerire completamente, dopo aver strapazzato tanti avversari nello scorso campionato con assist e gol, prima da esterno d’attacco, poi da quinto di centrocampo. E siccome l’atteggiamento tattico di questa Reggina difficilmente cambierà e altrettanto difficilmente Maurizi si priverà di Porcino, sarebbe bene che Toti si convincesse pienamente di quella che è la nuova collocazione, che è vero lo sacrifica un po’ in fase di marcatura, ma gli lascia comunque ampi spazi per le sue incursioni. E’ bene ribadirlo: Toti è forte, anzi fortissimo, per questo in grado di fare il terzino, ma anche il goleador.

Michele Favano