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Reggina, i pareri discordanti sulla squadra, il contraccolpo psicologico, la posizione di De Francesco

Non sarebbe calcio se non ci fossero per la stessa gara pareri discordanti su prestazione e comportamenti. E’ successo anche dopo la sconfitta della Reggina sul campo del Rende, per alcuni al termine di una partita giocata con la giusta intensità e con lo spreco di innumerevoli occasioni da gol, per altri contro un avversario assai modesto al quale è stato concesso troppo, fino a prendere il gol che ha causato l’inaspettata sconfitta. Come spesso accade e senza estremizzare i due concetti, la verità la si ritrova in entrambe le disamine. Perché è innegabile che la Reggina vista al Lorenzon abbia messo in mostra un calcio interessante e propositivo, con palle gol sprecate anche in maniera clamorosa, è altrettanto vero che in troppe circostanze ha prestato il fianco ad un avversario organizzato dal punto di vista difensivo, ma non particolarmente esaltante su quello tecnico e della qualità di gioco. Ed è su questi aspetti che mister Maurizi dovrà lavorare ed anche duramente, lo avevamo già segnalato nel post gara di Coppa Italia contro il Catanzaro dove, per imprecisione degli avversari ed un pizzico di fortuna, Cucchietti non si è ritrovato il pallone alle spalle in più circostanze. Fraseggio si, ma con maggiori verticalizzazioni, possesso palla pure ma con marcature preventive che possano garantire migliore occupazione degli spazi nel momento in cui la palla passa agli avversari. Sulla collocazione dei calciatori, con i rientri di Di Filippo e Gatti il possente ed esperto Mezzavila dovrebbe riprendere il proprio posto in mezzo al campo, mentre, personalmente, non dispiace affatto la nuova posizione in campo di De Francesco. Da più parti si continua a ripetere che in quella zona non vengano esaltate le sue caratteristiche, paradossale, però, che in tutte le uscite della Reggina tra amichevoli, Coppa Italia e campionato, lo si indichi sempre come il miglior in campo. Uno dei pericoli più seri della sfida al Catanzaro, oltre ad un avversario forte, in salute e costruito per un campionato diverso rispetto a quello degli amaranto, potrebbe essere il contraccolpo psicologico, possibile su una squadra molto giovane e battuta immeritatamente alla prima uscita stagionale. A Maurizi vengono attribuite capacità anche di fine psicologo, ancora due giorni per scoprirlo.

M.F.