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Calcio, Reggina: se Basile dice il vero è tutto da rifare

di Giusva Branca – Il giovane coordinatore dell’area tecnica amaranto, Basile, ieri ha parlato e ha parlato tanto.

Questo ragazzo farà carriera, ha le idee chiare e tanta personalità. Esperienza e saggezza arriveranno.

In conferenza stampa, parlando da vero e proprio general manager (altro che coordinatore dell’area tecnica), Basile ha messo il dito nella piaga indicando la necessità di una strutturazione societaria e per certi aspetti di una vera e propria rifondazione (soprattutto in larghe parti del settore giovanile).

Saggezza avrebbe dovuto consigliare di andarci più morbido perché così facendo se da un lato imbottisce di gomma piuma gli angoli del suo lavoro, dall’altro, dichiarando da buttar via quello fatto fin qui, al netto di cadute di stile tra colleghi, di fatto travolge la società stessa che lo ha ingaggiato.

La sottolineatura reiterata di una organizzazione societaria inesistente ci regala l’immagine di una Reggina allo sbando per due anni e ciò o è falso (e sarebbe grave) o, viceversa, è vero (e allora sarebbe gravissimo, quasi fallimentare rispetto al progetto e agli obiettivi del Presidente Praticò).

L’immagine di due anni – e relativi soldini – buttati al vento è stata plasticamente rappresentata da Basile che ha i mezzi e la carta (bianca) per porre rimedio a tutto ciò che lui asserisce essere da buttar via.

Resta da capire in questa nuova fase quali comportamenti la proprietà porrà in essere per emendarsi da quegli errori grossolani che Basile asserisce esservi stati al punto da giungere al disastro organizzativo cui ha fatto riferimento e se – a questo punto – ne sarà capace.

Ma Basile non si ferma qua; è giovane ma, come lui stesso sottolinea non ha l’anello al naso e allora il giovane coordinatore ha già imparato la parte più becera del mestiere, quella di attaccare la stampa.

Non sarà il primo né l’ultimo, ma ci saremmo aspettati che passasse un po’ più di tempo e invece il giovane coordinatore ha già capito tutto e conosce “il motivo per cui vengono scritti certi articoli”.

Ora, non sapendo a quali si riferisca non è possibile confutare il merito dell’affermazione, che tuttavia, resta sgarbata e velata di quel vittimismo del quale geneticamente siamo talmente portatori in questa terra di frontiera da non avvertirne la necessità ulteriore.

Basile è bravo e farà strada, ne sono certo. E sono anche certo che la squadra che sta mettendo in piedi darà soddisfazione, anche se i rischi che si sta prendendo nel suo allestimento sono robusti. E siccome Basile è bravo sa anche quando mentire in conferenza stampa, ma – stavolta ci perdonerà lui – l’anello al naso non lo abbiamo nemmeno noi. Affermare che Porcino e De Francesco siano al centro del progetto con contratti a scadenza 2018 è talmente grossa da non essere neppure annoverabile tra le bugie e il giovane coordinatore – che è bravo – lo sa bene e sa che in queste condizioni è rischioso cominciare il campionato.

Basile dice che nessuna squadra di serie B ha fatto richieste per i due e qua dice il vero ma a metà; omette di aggiungere “ha fatto richieste ritenute degne dalla società”. Il che è legittimo e, anzi, se Basile vende cara la pelle lo fa nell’interesse della Reggina , non certo nel suo personale.

Ma egli sa bene che per mettere i due calciatori al centro del progetto, oltre che al centro del campo, è necessario allungare i contratti prima dell’inizio del torneo, cosa che ci risulta stia provando pervicacemente a fare. Ma l’asino forse ancora non casca ma di certo impunta proprio qui: i tam tam dicono che ora, dopo avere atteso invano mesi, i due non siano interessati al rinnovo tranne che non giungano offerte economicamente serie e di lunga durata.

Basile saprà come sbrogliare la matassa: unica cosa certa – e lui lo sa bene – è che mantenere lo status quo è altamente pericoloso, altro che centro del progetto…

Anche su Bianchimano il giovane coordinatore ha le idee chiare (in tandem con Maurizi) e ci sentiamo di condividere il suo pensiero. Relativamente al gigante al centro dell’attacco al momento il piatto della bilancia dei dubbi è molto più pesante di quello delle certezze e se su questo piatto la proprietà, in nome del pareggio di bilancio, non ci metterà la spada come fece Brenno, molto presto Basile chiederà a Praticò uno sforzo per portare in amaranto un centravanti vero, fatto e finito, adeguato alla categoria.

Insomma, lavoro da fare ce n’è tanto, ma Basile non ha proprio l’aria di chi si lascia intimorire dalla fatica.

La domanda a questo punto – alla luce di quanto accaduto in un recentissimo passato – è una sola: la proprietà è a conoscenza ed è consapevole dello stato dell’arte, delle accuse di incapacità gestionale lanciate da Basile stesso e delle sue linee di intervento sui vari temi in oggetto o dovremo aspettarci un domani analoga situazione con protagonisti diversi?