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Reggina – Lo scetticismo ingiustificato, la dimensione cambiata e un giudizio sospeso

di Pasquale De Marte – Non era un compito facile quello che attendeva Salvatore Basile. Non lo sarebbe stato per nessuno,  non lo è per lui che arriva a coordinare l’area tecnica della Reggina dal basso dei suoi trentaquattro anni e di un’esperienza, che seppur importante, lascia poche tracce negli almanacchi.

Da quella conferenza stampa del nove giugno è passato un mese e mezzo e di tasselli inseriti nel mosaico se ne contano diversi.

Rimane la capacità comunicativa di un dirigente che riesce a far sentire tutti importanti: società, addetti al S.Agata, magazzinieri, persino giornalisti e direttori generali del recente passato. Un modus operandi che indica una certa predisposizione a lavorare in gruppo e forse anche la voglia di acquisire autorevolezza.

Il suo lavoro, fino ad ora, è stato accompagnato da un certo scetticismo, a volte ingiustificato e smentito dai fatti, soprattutto se paragonato a quanto avvenuto nella scorsa stagione.

Si critica la scelta di Maurizi, ma il suo curriculum non è molto diverso da quello da Karel Zeman.  Raramente, poi, si sottolinea che vivai importanti come quelli di Torino, Atalanta e Lazio abbiano scelto la società amaranto per far maturare i propri prospetti migliori: perchè Aurilletto, Cucchietti, Bezziccheri e Gatti sono calciatori che l’anno scorso sono stati protagonisti nel campionato Primavera e non comprimari.

Si sottovalutano acquisti come Di Filippo, Laezza e Solerio che, in realtà. hanno curriculum migliori di quelli che potevano vantare i rimpianti Gianola (riserva nell’Albinoleffe retrocessa in Serie D nel 2015-2016)e Kosnic, ritenuti “non funzionali” rispetto al nuovo progetto.

L’augurio è che l’ambiente di Reggio possa davvero fare andare oltre i propri standard calciatori che, è evidente, non siano fenomeni.

Sarà un anno scommessa, ma non più di quanto non lo sia stata la passata stagione.  Perchè quest’anno Porcino adesso è un giocatore importante, perchè De Francesco vale altre categorie  e perchè Bianchimano può crescere in maniera esponenziale. Tre frutti raccolti dalla passata gestione tecnica e che chi li vorrà dovrà pagarli profumatamente.

Il problema semmai è un altro e che si fatica a far capire: la Reggina della Serie A non esiste più. Quella amaranto è una società che attualmente  non ha grandi margini di investimento, non potrà forse mai impiegare cinque milioni di euro per andare a duellare per la vittoria del campionato  e potrà centrare traguardi importanti solo attraverso la valorizzazione dei giovani e una progettualità a lungo termine.

Oggi prendere un calciatore che ha fatto bene a Melfi o alla Giana Erminio è una buona operazione.

Per qualcuno è un boccone amaro da mandar giù, ma è una verità che va guardata in faccia senza timore e con il rischio che questo possa valere un minore riscontro nella campagna abbonamenti.

I giudizi sull’attuale gestione tecnica restano sospesi:  a questo organico manca ancora tanto, esperienza  in primis.  Agosto è il mese in cui i calciatori abbassano le pretese ed è probabile che possa essere il periodo in cui potrebbero arrivare i Botta ed i Coralli di turno.

Poi inizierà il campionato e sarà il momento di vedere anche come saranno gestiti i momenti delicati che arriveranno fisiologicamente.

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