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Reggina: più dirigenti che giocatori. Urge accelerata

di Pasquale De Marte –  La nomina di Nino Scimone a team manager  è una notizia che può essere salutata con soddisfazione e, soprattutto, come un’iniezione di  quella “regginità” che sembrava esser stata messa da parte con tante nomine che si erano lasciati alle spalle il “reggio-centrismo”  che, nel 2015, era stato messo al centro dal progetto con un allenatore come Ciccio Cozza e un direttore generale come Gabriele Martino, oltre a tanti altri esponenti storici del calcio amaranto a fare da contorno.

Un’idea che, per certi versi, si è persino ritorta contro la società. che attraverso figure esterne e avulse dal territorio potrebbe avere una maggiore facilità nell’operare un certo tipo di scelte senza trovarsi contro quelli che rischiano di diventare quasi “partiti ideologici”.

In attesa di capire se il coraggioso cambiamento porterà benefici o meno, è il momento di soffermarsi ai dati.  Allo stato attuale sono stati nominati tre dirigenti: il coordinatore dell’area tecnica Salvatore Basile, il segretario Vincenzo Greco ed appunto il team manager Nino Scimone.

A loro si aggiunge il direttore generale Gabriele Martino che nelle dichiarazioni della società risulta ancora in carica e con ancora due anni di contratto, ma per il quale, dall’esterno si fatica ad individuare un ruolo operativo.

Volti nuovi per la squadra: ad ora zero, a voler essere buoni se ne potrebbero due: Bianchimano diventato un calciatore di proprietà e Oggiano, al rientro dal prestito del Lumezzane.

Considerando che in organico ci sono solo una decina di calciatori (molti dei quali ancora da valutare per il tecnico)  e l’inizio del ritiro è fissato per il 12 luglio ci si accorge che è il momento di imprimere una decisa accelerata nelle decine di trattative iniziate e che magari potrebbe arrivare nelle prossime.

E’ vero ci sono tante squadre che ancora lottano per iscriversi, ma è anche vero che chi ha poco denaro da investire come la Reggina e un po’ di vantaggio deve capitalizzare al meglio il tempo che ha disposizione.

Le difficoltà oggettive (alcuni tifosi amaranto ricorderanno bene questa locuzione e ad alcuni risulterà indigesta) esistono e, per certi versi, aumentano.

Sembrano tornati i tempi in cui i calciatori faticavano ad accettare il sud, ma la realtà dei fatti dice che un calciatore che percepisce 1500-1700 euro al mese (stipendi medi di Lega Pro) preferisce scegliere destinazioni facilmente raggiungibili dalla propria residenza .

Ed è anche vero che per i pezzi più importanti dell’organico bisognerà aspettare di trovare le condizioni economiche migliori, ma la sensazione è che sia arrivato il momento di chiudere qualche trattativa per dare a Maurizi la possibilità di lavorare da subito su un gruppo di giovani che va plasmato e indottrinato al meglio.