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Calcio – Reggina-Sant’Agata: tutti gli scenari possibili. 27 giugno prima data chiave

 di Pasquale De Marte e Michele Favano – Il centro sportivo S.Agata è al centro dell’attenzione di tre componenti: la Città Metropolitana di Reggio Calabria, il Comune e la curatela fallimentare della Reggina Calcio (ex società di Lillo Foti, non iscritta nel 2015 e ad oggi in esercizio provvisorio a tutela dei creditori).

Nelle ultime ore ha avuto luogo un passaggio decisivo: è stata raggiunta un’intesa affinché l’attuale concessione del centro sportivo S.Agata (attualmente a scadenza 2020) alla stessa curatela sia prolungata per altri dieci anni (2027?).

Le parti, da adesso in avanti, dovranno però scendere in campo (ognuna per le sue competenze) per determinare il destino della più importante struttura sportiva cittadina.

Il Comune dovrà impegnarsi a provvedere (attraverso le opportune operazioni, burocratiche e non ) a risolvere le questioni legati ad alcuni manufatti abusivi, passando poi il testimone alla Città Metropolitana (proprietaria dell’area)  che, a sua volta, delegherà le competenze sulla struttura alla curatela della Reggina Calcio.

Sarà, quindi, pubblicato un bando (tempi stimabili tra i due ed i quattro mesi) che, a sua volta, dovrà restare pubblico per ulteriori sessanta giorni in cui i soggetti interessati ad acquisire tutti i beni della Reggina Calcio (concessione fino al 2027 sul S.Agata con tutto ciò che vi è dentro, diritto al nome ed al logo) dovranno presentare la loro offerta.

La base d’asta dovrebbe essere di cinquecentomila euro.  Non esattamente una cifra insormontabile per una società professionistica che abbia un piano industriale (la progettualità sarà determinante) e la possibilità di spalmare la cifra in due lustri.  Esiste la possibilità che un soggetto terzo e che non sia la Reggina di Mimmo Praticò ad acquisire il tutto, ma la sensazione è che ci sia un certo interesse da parte di tutte le componenti (Città Metropolitana e Comune compresi)  a far si che il “traghettamento” possa essere automatico, per non mettere in discussione neanche l’identità della principale squadra cittadina.

E’ abbastanza chiaro, però, che se qualcuno dovesse arrivare e mettere sul piatto un milione di euro (nel campo delle ipotesi, tutte sono possibili) la società amaranto rischierebbe di finire dietro nella gara e a quel punto dovrebbe  persino andare a trattare l’affitto dell’identità (nome e logo) oltre che di un campo del centro sportivo S.Agata.

E non è detto che l’interlocutore abbia voglia di concedere i diritti, sebbene un caso analogo sia già accaduto a Salerno quando Lotito pagava un canone annuale una società esterna per utilizzare l’ippocampo,  simbolo dei granata, e il nome della Salernitana.

Cosa accade in vista della prossima stagione?

Tra quattro giorni, esattamente il 27 giugno, la curatela della Reggina Calcio e la Reggina di Mimmo Praticò si siederanno al tavolo per ratificare un accordo che porterà al rinnovo dell’attuale affitto dei beni della società in esercizio provvisorio.

Diecimila euro al mese fino al 30 giugno 2018 per continuare a mantenere il proprio nome ed usufruire del S.Agata.

Un epilogo differente dell’incontro, ad oggi, risulterebbe sorprendente.

La vendita non dovrebbe avvenire prima del prossimo mese di febbraio (nella più rosea delle aspettative) e una volta avvenuto il passaggio di consegne gli scenari a stagione in corsa sarebbero due: cessazione, com’è ovvio che sia, della necessità di un canone d’affitto qualora l’acquirente dovesse essere la società di Praticò.

Se, invece, dovesse spuntarla un soggetto terzo toccherà a lui riscuotere la quota mensile dalla Reggina fino al 30 giugno.