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Reggina: tra errori di comunicazione, pareggi di bilancio, strategie ed obiettivi

di Pasquale De Marte  Tra i fisiologici difetti che qualsiasi entità ha quello più marcato per la Reggina 1914 sembra essere quello della comunicazione.
Una certa incapacità di vendere il proprio operato ed i progetti futuri , un “modus operandi” nel proporsi che andrebbe rivisto e corretto, ad esempio nella ricorrente necessità di riepilogare i propri sforzi economici.
In tempi in cui il marketing é tutto, a volte bisogna cercare di valorizzare il proprio prodotto nella maniera migliore ed oggi il tifoso non gradisce sentirsi  ricapitolare i sacrifici fatti, di cui i più attenti hanno contezza e per i quali non manca certo gratitudine.
Aver dichiarato che l’obiettivo per la prossima stagione é il pareggio di bilancio é quasi un autogol.
La Reggina nella passata stagione ha speso circa 2,5 mln di euro , il Siracusa  forse poco più della metà e la Virtus Francavilla ancor meno.  Si guardi la classifica per vedere come il loro sia stato un anno tutt’altro che deludente.
Non sarebbe stato piú saggio limitarsi a porsi il “migliorare se stessi” come traguardo? Non un’utopia, anche con il pareggio di bilancio.
Gli ultimi campionati insegnano che per andare in B servono 7-8-9 milioni di euro. Le sorprese sono sempre meno e già a giugno c’è il sospetto che il prossimo campionato possa essere sfida a due tra Lecce e Catania.
Arrivare, però, ai play off abbassando i costi é tutt’altro che una cosa fuori dal mondo, sebbene a contare tantissimo dovrà essere l’operato di Basile e del tecnico Maurizi.
Dal totale mancherà alla voce “spese”la cifra a fondo perduto per il ripescaggio e già questo sarà ossigeno.

Reggina, la strategia

Il nuovo coordinatore dell’area tecnica ha annunciato un abbassamento dell’età media ed il motivo é abbastanza semplice: per i calciatori nati dopo il 1994 il salario minimo sarà di 19mila euro lordi, per gli over di 26mila.   E in Serie C, quando si  parla di stipendi, si tratta spesso sulla base di “minimi piú bonus”.

E piú é alto il minutaggio dei giovani, maggiore sarà il contributo proveniente dalla Lega Pro, oltre alla possibilità che provengano da prestiti di grande squadre con  costi al lordo pari a 0 (per i calciatori ottenuti a titolo temporaneo conditio sine qua non per accedere alla maggiore fetta possibile dei fondi della Lega di Serie C che incentivano le basse età medie), come i tanti portati da Martino l’estate scorsa. .
Ridimensionamento? Non per forza, attualmente i migliori calciatori della Reggina sono Porcino, Bangu e De Francesco, under a tutti gli effetti.
A Basile il compito di trovarne altri dello stesso rango e magari trattenere o sostituire al meglio chiocce del calibro di Botta e Coralli.
Arriveranno i premi di valorizzazione per alcuni calciatori e magari anche delle cessioni che porteranno denaro in cassa.
Sarà probabilmente una stagione di ritiri pre-partita al S.Agata e non in albergo (?), in cui a partire dal 15 settembre e con cadenza bimestrale arriveranno i soldi della Lega Pro (circa seicentomila euro?) dell’annata 2016-2017 e, ad essi,  si aggiungono gli incassi al botteghino.
Potrebbe non essere necessario alcun nuovo aumento di capitale, fermo restando che  le spese delle passate stagioni non verrebbero cancellate con un colpo di spugna .
Fare meglio della passata stagione, anche con il pareggio di bilancio, é tutt’altro che impossibile.  Molto, però,  dipenderà dall’eventuale bontà delle scelte, comprese quelle già fatte relative a coordinatore dell’area tecnica e allenatore.
Il futuro é tutto da scrivere ed incerto, ma forse non necessariamente nero come alcuni fanno credere.