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Reggina – Tutti ambiziosi col portafogli degli altri?

di Pasquale De Marte – Il comunicato diffuso ieri dalla Reggina (leggi qui) lo sottolinea: l’obiettivo per la prossima stagione é il pareggio di bilancio. E non si può dar torto a chi non ha intenzione di rovinarsi per una passione o far naufragare nuovamente il calcio a Reggio.
Chi ha la memoria corta dimentica che quasi mai nella storia amaranto c’è stato qualcuno che abbia investito in maniera incondizionata, che sullo Stretto si é stati pionieri del concetto di azienda applicata al calcio, che il risultato economico é sempre stato posto prima rispetto a quello sportivo per mere ragioni di sopravvivenza e che, ugualmente, si é arrivati a traguardi eccezionali.

L’allontanamento sempre più vicino di Gabriele Martino sembrerebbe dettato dell’incompatibilità tra la “spending review” e la strategia ambiziosa a vari livelli del dg, ma la sensazione é che sotto potrebbe esserci dell’altro.

Forse la voglia di riprendersi la Reggina che, sotto l’aspetto sportivo, sembrava troppo in mano ad una sola persona.
Detta così, sembrerebbe quasi che l’orco “proprietà” si sia divorato l’agnellino “direzione generale”, ma è pur vero che sorge il dubbio che Martino ci abbia messo del suo.  Pur essendo uno dei grandi artefici del campionato appena concluso.

Alzino la mano quanti, durante la gestione Foti, ricordano uscite pubbliche in palese disaccordo con la società? Qualche parola detta a metà, qualche atteggiamento da interpretare, ma mai nulla che fugasse i dubbi.

Mimmo Praticò, pur fingendo di esserlo, non é uno sprovveduto in materia calcistica. Il calcio lo conosce dai campi dilettantistici alla nazionale e non è un modo di dire, dato che i suoi incarichi in Federazione sono storia.Non scegliere sarebbe stato più facile dopo un campionato sportivamente positivo, farlo significa aver voglia di non guardare il fiume scorrere.

È innegabile però che aver fatto firmare un triennale a qualcuno che non sia un calciatore promettente è un errore non da poco, che lascerà i suoi strascichi.
Continuare, poi, ad emettere comunicati che rispondono ad opinioni é, invece, un esercizio che legittima un parere tra tanti e delegittima chi, invece, dovrebbe essere un’autorità, avvezza quindi a subire ed incassare critiche anche feroci.

E, in alcuni casi, urta gli altri soci che si trovano poi a percepire in maniera ancora più amara la sensazione delle tasche alleggerite dagli aumenti di capitale. A

volte anche esprimere un parere a nome di un’intera società, seppur in senso lato, è comunque essere ambiziosi col portafogli degli altri, un dato che rischia di fungere da deterrente verso chi sarebbe magari pronto a offrire un piccolo contributo al progetto portato avanti con grande amore e senso d’appartenenza da chi detiene il pacchetto di maggioranza.  Un po’ come il cane che si morde la coda.

Per il futuro sarebbe meglio smussare quanto più possibile certi spigoli ed evitare che se ne creino di nuovi.
Obiettivo pareggio di bilancio, dunque, e come poter chiedere di piú?

Essere ambiziosi con il portafogli degli altri é un diritto che nessuno si può arrogare: non può farlo la stampa e neanche una città che offre pochissimo, ricordando che Reggio Calabria e gli encomiabili tifosi amaranto sono due entità differenti e solo in parte coincidenti.

Dare fiducia all’attuale società  sembra essere la strada più giusta da percorrere, anche perchè si fatica a vederne di altre e migliori.

E nell’ormai famoso comunicato c’è un dato che non deve passare inosservato: scadenze che saranno onorate fino al 30 giugno. Tradotto: iscrizione non in discussione, cosa non da poco in questo periodo.

E’ già finito il tempo di guardarsi alle spalle, in estate il presente non esiste e c’è un futuro da scrivere.