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Reggina, il futuro è adesso. Possibili nuovi sviluppi all’interno della società

di Pasquale De Marte – Per la Reggina il futuro è adesso. La premessa è d’obbligo: l’impegno della famiglia Praticò e di gran parte degli altri soci rappresenta una base su cui è possibile disperdere i facili allarmismi.

La società, entro il 30 giugno e salvo sorprese,, onorerà tutte le scadenze necessarie a evitare penalizzazioni nella prossima stagione e produrrà la documentazione necessaria all’iscrizione al campionato 2017-2018.

Di questi tempi, anche guardandosi attorno, il dato rischia di essere considerato un successo.

Il futuro, però, è adesso. C’è da guardare oltre, perchè prima di affrontare qualsivoglia aspetto tecnico bisognerà testare la stabilità finanziaria della società in ottica futura e capire quali potrebbero essere i risvolti, da qui a qualche settimana.

Reggina, gli orizzonti futuri

La struttura non sembra convivere con il rischio di crollare, ma è innegabile che qualche scricchiolio si avverte.

E qualche strascico arriva direttamente dallo scorso inverno quando l’aumento di capitale aveva fatto registrare qualche dubbio rispetto alla sostenibilità economica o all’intenzione di proseguire nell’avventura da parte di qualche socio.

Al netto il prossimo campionato farà registrare costi meno ingenti (a meno che l’asticella degli obiettivi non venga alzata verso l’alto, ad oggi pare difficile), ma, al di là dei premi di valorizzazione, per incassare le proprie quote di mutualità derivanti dalla Legge Melandri (l’anno scorso la Reggina non ne aveva diritto) occorrerà aspettare settembre, con l’obbligo di essere in regola con gli stipendi della stagione 2016-2017 e del bimestre luglio-agosto.

Si tratterà di denaro che arriverà in maniera rateizzata con cadenza bimestrale a patto di non avere inadempienze, e che dovrebbe complessivamente essere più vicina ai cinquecentomila euro che al milione.

Per organizzare il prossimo campionato arriverà, dunque, nuovamente il momento di mettere mano al portafogli e in un assetto societario ampio come quello amaranto risulta non difficile che possa registrarsi più di un passo indietro.

La necessità di un’ulteriore iniezione di liquidità operata solo da una parte del Cda, porterebbe ad una fisiologica uscita di scena di qualche socio che dovesse scegliere di non versare.

E questo è solo uno dei motivi per i quali la società si sta attivando per trovare nuovi investitori che possano regalare maggiore tranquillità per il futuro e che, allo stesso tempo, possano garantire anche possibilità di investimento qualora, ad esempio, a gennaio ci sia necessità di intervenire per potenziare la squadra in ottica play off o nella lotta per non retrocedere.

Nuovi pilastri su cui fondare una grande Reggina da costruire in maniera graduale e senza voli pindarici.

Lo Zio d’America (leggi qui) è un sogno che non deve diventare un’illusione, nel frattempo si lavora per trovare soggetti interessati ad acquisire quote anche fuori dalla Provincia.