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Reggina, società oggi più appetibile. Qualcosa si sta muovendo

Tutti i passi sono stati compiuti, tutti gli obiettivi raggiunti. La Reggina 1914 si conferma tra le squadre partecipanti al prossimo campionato di Lega Pro. Quello che può sembrare normalità andrebbe, però, analizzato nel percorso effettuato per arrivarci, iniziato da quella mancata iscrizione al campionato della Reggina Calcio nel luglio 2015, la decisione del gruppo capeggiato da Mimmo Praticò di ricominciare dalla serie D, la ricostruzione faticosa, dispendiosa e piena di difficoltà, gli sforzi economici prodotti con rischi personali da parte dei dirigenti altissimi, il quarto posto tra i dilettanti, il ripescaggio, quindi professionismo e la capacità di arrivare all’obiettivo addirittura con una giornata di anticipo rispetto ai programmi. Insieme a tutto quello che si è detto, una costante di questi due anni, che sono sembrati una eternità per la loro intensità, il desiderio, l’invito continuo da parte dell’attuale dirigenza rivolto all’esterno, affinchè arrivassero rinforzi in modo da pianificare il futuro per viverlo senza ansie e continue preoccupazioni. Quel messaggio che anche oggi viene ancora una volta ribadito, anzi, se è possibile con maggiore insistenza tenuto conto che dal punto di vista economico, pur avendo trovato una certa stabilità, le problematiche esistono ed esisteranno ancora. Perché la forza di investimento degli attuali dirigenti, verso i quali i ringraziamenti non saranno mai abbastanza, non può andare oltre un certo limite, per ammissione degli stessi. Porte aperte si ripete da sempre e rispetto al recente passato, la differenza è che oggi il prodotto è più appetibile perché la società è consolidata, non ha debiti, è tra i professionisti, ha una organizzazione ben collaudata e si spera a breve definitivamente anche una struttura. Voci di corridoio parlano di una serie di interessamenti che si stanno manifestando da più parti, estero compreso, anche se dalla dirigenza non arrivano conferme in tal senso, anzi smentite. Ancora da capire se eventuali nuovi soci sarebbero interessati al rafforzamento dell’attuale gruppo societario o addirittura all’acquisizione totale. Lo stesso Praticò, ma anche tutti gli altri dirigenti, hanno più volte dichiarato che, in presenza di investitori seri e con progetti affidabili, sarebbero disposti anche a farsi da parte, ovviamente recuperando almeno le cifre investite in questi due anni. Si rimane in attesa di eventuali sviluppi.

Michele Favano