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Calcio – Quando il cambio di modulo diventa decisivo. Zeman e Campilongo addio 4-3-3

Dodici punti nelle ultime sette gare, frutto di tre vittorie, tre pareggi ed una sconfitta, quella subìta sul campo del Matera. Sette partite quelle in cui la Reggina ha iniziato un nuovo percorso tattico che ha prodotto un ruolino di marcia da play off. Dopo la sconfitta interna con il Lecce, mister Zeman ha abbandonato il suo credo calcistico, il 4-3-3, per un più concreto e produttivo 3-5-2, con l’esordio a Castellammare di Stabia nel contesto di una pazza partita ed un finale pirotecnico. Sotto di due reti la squadra non solo è arrivata al pareggio, ma nel finale con Leonetti ha addirittura sfiorato il colpaccio. Tre reti ancora nella gara successiva in casa contro la Casertana e la conferma di un modulo che oltre a garantire maggiore compattezza ed equilibrio tra i reparti, ha iniziato a produrre quelle occasioni da gol che nel tempo si erano smarrite. La brutta prestazione di Matera aveva indotto il tecnico a tornare sui suoi passi ed in casa contro la Vibonese il ritorno alla difesa a quattro. Risultato? Un vero pastrocchio come lo stesso Zeman lo ha definito ed immediati accorgimenti nella stessa gara che in qualche modo hanno limitato i danni e fatto uscire gli amaranto dal rettangolo di gioco indenni. Il resto è storia recente con i sette punti conquistati nelle ultime tre gare, quattro gol realizzati, Coralli sempre più continuo e decisivo, la prima vittoria in trasferta e per la prima volta nessuna rete incassata lontano dal Granillo. E se il cambio di modulo ha portato benefici alla Reggina, stesso discorso lo si può fare per la Vibonese che, dopo la batosta di Siracusa, quattro reti sul groppone, con il 3-5-2 delle ultime settimane, ha di fatto stravolto il proprio ruolino di marcia. Undici punti nelle cinque partite, che potevano essere tredici se non vi fosse stato il beffardo pareggio interno con il Monopoli, maturato a tempo praticamente scaduto. Una rimonta importante in classifica ed il tentativo che potrebbe trasformarsi in impresa, qualora riuscisse a venire fuori dalla zona play out. La fortuna delle squadre, anche di quelle più importanti, passa anche dalla capacità degli allenatori di sapersi modificare in corso d’opera, l’integralismo tattico non paga più, lo ha scoperto anche Karel Zeman.