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La Reggina strappa un punto a Siracusa (1-1). Ma ora si rischia grosso

di Pasquale De Marte – La Reggina esce indenne da Siracusa, interrompe la serie di cinque vittorie consecutive degli aretusei, fa  un piccolo passo avanti in classifica.  I dati positivi, però, finiscono qui.

Le altre corrono e la Vibonese, apparsa in forma nettamente superiore a quella degli amaranto solo sette giorni fa, si fa sotto battendo in casa l’Andria.  Sono,infatti, adesso solo tre i punti di vantaggio degli amaranto sull’ultima posizione in classifica occupata dai rossoblu e che significa retrocessione diretta, un’eventualità che sembrava scongiurata.

La prestazione degli uomini di Zeman  raggiunge a stento la sufficienza, dato che vale un risultato positivo su un campo difficile. Ma era il momento in cui bisognava dare di più .

Sotto il profilo tecnico-tattico emergono i soliti limiti: in attacco ed in difesa.

Contro un avversario apparso abbastanza scarico emerge l’incapacità di mettere in campo qualsiasi tipo di strategia offensiva, in una ripresa dove la scarsissima presenza nella metà campo altrui suona come un fortissimo campanello d’allarme, per un finale di stagione che sarà rovente.

Si deciderà tutto negli scontri diretti, quelli che la Reggina non ha mai dato l’impressione di poter affrontare al meglio delle proprie possibilità.

Si riparte da un terzultimo posto da cui si possono aprire le porte del paradiso e di una salvezza diretta (oggi distante solo due punti, massimo tre se il Taranto battesse la Paganese nel recupero)  o quelle che portano direttamente all’inferno della Serie D.

Già sabato al Granillo contro il Melfi si gioca una gara decisiva e che, in caso di ko, significherebbe addirittura il sorpasso dei lucani reduci da dieci punti in quattro partite.

A Siracusa senza lo squalificato Gianola, Zeman torna a proporre il 5-3-2 che, nell’undici titolare, ritrova Cane a destra e Knudsen sulla linea mediana. La partita mette da subito in chiaro alcuni aspetti tattici, tra cui un Siracusa che si difende molto alto e che non fa troppo pressing, a dimostrazione che la pressione addosso relativamente al risultato finale è tutto dalla parte degli amaranto, alla disperata ricerca di punti salvezza.

La gara viaggia sui binari dell’equilibrio, ma la squadra che appare mette più convinzione è proprio quella amaranto che al 12′ ha la palla per passare in vantaggio con Bianchimano, ma il centravanti, schierato al fianco di Coralli, da distanza ravvicinata scarica un tiro potente ma che trova l’opposizione del reattivo portiere Santurro.

Alle spalle dei difensori aretusei c’è tanto spazio, ma pur trascinati dal solito ottimo De Francesco, gli uomini di Zeman faticano a trovare il passaggio ed il movimento risolutivo, anche perchè la scelta privilegiata solo lunghe, difficili ed immediate verticalizzazioni.

Dietro, come al solito, non manca qualche svarione e sulla sinistra Porcino dimostra ancora una volta di essere a poco agio nel ruolo di esterno sinistro a tutta fascia in fase difensiva.

Al 38′ però il lancio perfetto lo trova proprio De Francesco che premia l’inserimento di Cane (bravo Coralli a far scorrere il pallone) che dopo venti metri di corsa scarica un destro che si insacca sotto la traversa eludendo il tentativo di uscita del portiere.

Lo spazio per avere pensieri positivi, tuttavia, dura appena quattro minuti.  Cross morbido e leggibilissimo di Diakitè, buco clamoroso della difesa amaranto e Longoni sbuca sul secondo palo per trafiggere palo. Per l’argentino è il terzo gol in tre partite contro gli amaranto.

Nella ripresa gli eventi negativi si abbattono sulla Reggina: De Francesco, vittima di un problema nel primo tempo, lascia il posto a Bangu,  Porcino, non al meglio,  viene sostituito da  un Maesano adattato a sinistra  e Bianchimano va ko (Leonetti a sostituirlo).

I cambi annientano la proposta offensiva della Reggina, che per tutto il secondo tempo fatica a mettere la testa nella metà campo avversaria.

E anche un Siracusa non troppo convinto capisce che la partita si può vincere: prima un colpo di testa di Turati va vicino all’incrocio,  poi tutta la difesa, Sala compreso, va a spasso mentre il pallone passa su un traversone di De Silvestro, ma Catania, appena entrato, grazia gli ospiti.

Nel finale c’è un rosso diretto per il siciliano Turati per aver colpito De Vito a gioco fermo.

Finisce 1-1, ma la Reggina ha poco da gioire.

SIRACUSA-REGGINA, IL TABELLINO

SIRACUSA – REGGINA 1-1
Marcatori: 38’ Cane, 43’ Longoni

SIRACUSA: Santurro, Malerba, Turati, Longoni (62’ Catania), Scardina, Spinelli (76’ Persano), Valente, Diakite, Palermo, Pirrello, Dentello Azzi (66’ De Silvestro) All. Sottil
REGGINA: Sala, De Francesco (54’ Bangu) Knudsen, Coralli, Botta, Kosnic, Cucinotti, Porcino (60’ Maesano), Cane, Bianchimano (60’ Leonetti), De Vito All. Zeman
Arbitro: Detta di Mantova – Assistenti: Graziano e Bologna di Mantova
Ammoniti: Palermo, Botta, Longoni, Knudsen,
Recupero: 1’pt, 5’st
Note: 93’ espulso Turati