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Reggina – Giacchetta: ‘A Siracusa ho vinto e segnato. Ringrazierò sempre Foti’

276 presenze in maglia amaranto, nove anni consecutivi ad indossare una casacca che gli ha regalato sofferenze iniziali, ma anche tantissime soddisfazioni dopo, una promozione in serie B e quella storica nella massima serie, quindici reti segnate, arrivato negli anni più bui della storia amaranto come attaccante, è andato via nel massimo dello splendore sportivo della Reggina Calcio, da difensore. La fascia di capitano guadagnata negli anni, una curva che lo ha ripetutamente osannato, il dramma di una malattia brillantemente superata e quell’amore fortissimo verso la città e la società che lo ha riportato in riva allo stretto negli anni a seguire per un percorso diverso, prima a capo del settore giovanile, poi come responsabile dell’area tecnica della prima squadra: “Sono stato fortunato ad essere scelto dalla Reggina in quel ruolo, anche se gli ultimi due anni sono stati molto duri soprattutto per coloro che li hanno vissuti intensamente e dall’interno. Sforzi enormi e grandi difficoltà, rimane comunque una esperienza assai formativa e questo mi ha aiutato molto. Avrei voluto vivere questo mio percorso dirigenziale come quello vissuto da calciatore. L’inizio era stato confortante con quello spareggio perso a Novara, poi i problemi economici hanno preso il sopravvento, ma ringrazierò sempre il presidente Foti per la possibilità che mi ha dato”.

Simone Giacchetta è ripartito dall’Albinoleffe, squadra ripescata in Lega Pro e più o meno come la Reggina costruita in tutta fretta: “L’Albinoleffe è stata l’ultima squadra ripescata in Lega Pro, esattamente l’undici di agosto, in quanto sotto esame il ricorso della Cavese. Sono stato chiamato alla fine di luglio, alla condizione che sarei rimasto solo per disputare il campionato di serie C. E’ stata durissima convincere i calciatori ad accettare il nostro progetto, tenuto conto che sul ripescaggio non vi erano certezze. Mi sono tuffato in questa avventura con tutto me stesso e grande entusiasmo, c’era da superare lo scetticismo generale per le tante retrocessioni dell’ultimo periodo, ma potendo contare su un presidente innamorato del calcio e della sua società. Oggi siamo al settimo posto in classifica in piena zona play off nel contesto di un girone che può essere definito una B2. Realtà economiche importanti e squadre altamente blasonate, basta guardare la parte alta della classifica per notarlo. Continuo a dire che l’obiettivo è ancora la salvezza e domenica contro il Modena bisogna vincere, poi si vedrà. Una realtà piccolissima che però è superattrezzata e nulla fa mancare a dirigenti, tecnici, giocatori e collaboratori, è tornato l’entusiasmo dopo stagioni fallimentari”. La Reggina naviga in brutte acque invece e domenica si reca a Siracusa per cercare il suo primo successo esterno stagionale. Quando si parla di Siracusa viene spesso in mente Simone Giacchetta….

“E si (ride), Siracusa è una tappa che ricordo benissimo. Con Ferrari in panchina una stagione esaltante dopo qualche anno di sofferenza. Si era iniziato con cinque vittorie consecutive, il primato in classifica insieme al Perugia di Gaucci, il livello dei calciatori di allora era altissimo. Era il 24 dicembre, l’arbitro Branzoni di Pavia, giocavo tornante, numero sette. Gol di testa che a nulla valse perché il direttore di gara si fece male scontrandosi con un giocatore aretuseo. Gara rinviata e con le regole di allora, si ripartiva dal primo minuto e dallo 0-0. Incredibile segno del destino, identico il risultato a nostro vantaggio ed ancora il sottoscritto a rete. Pazzesco, soprattutto per chi come me segnava davvero poco. L’anno successivo con una squadra veramente forte, guidata da Zoratti, giocatori di grande qualità ed esperienza. A Siracusa si vinse giocando una grandissima partita e quei punti furono decisivi per la marcia trionfale verso la serie B. In Siracusa-Reggina di oggi cambia totalmente lo scenario. Gli aretusei inseguono una collocazione nei play off, la Reggina da grande realtà qual è oggi fatica in classifica. Dovrà essere determinata per ottenere punti, Siracusa rappresenta il primo step di queste otto partite in cui deve fare molto e spero davvero di cuore riesca a salvarsi”.

Michele Favano