Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Reggina, Zeman si alle convinzioni, no alle ostinazioni. Esame di coscienza per tutti

Reggina, Zeman si alle convinzioni, no alle ostinazioni. Esame di coscienza per tutti

“Potete starne certi, siamo noi i primi a voler a tutti i costi mantenere la categoria. Detto questo riteniamo non abbia senso cambiare adesso il tecnico, intanto perché ci fidiamo del lavoro di Zeman e poi perché storicamente i cambi, tranne qualche eccezione, a poche giornate dalla fine sono stati sempre improduttivi”. Queste le dichiarazioni del dirigente Giuseppe Praticò, interpellato sulla ipotesi di un cambio alla guida tecnica per questo finale di stagione, ospite della trasmissione Reggina in Rete in onda su Immedia Live. Insieme alla ferma decisione di continuare con Karel Zeman, anche quella considerazione fatta da “tifoso”, così come lo stesso Praticò ha voluto sottolineare, riguardo la possibilità di rivedere alcune scelte sull’applicazione del modulo, a suo avviso più produttivo con la difesa a tre. Ecco su questo ed altri aspetti diventa necessario che il tecnico riveda alcune sue posizioni che da convinzioni stanno trasformandosi in ostinazioni infruttuose. Perché non può essere ignorato il dato venuto fuori dalle prime due gare in cui si era deciso di proporre una difesa a tre ed un attaccante da affiancare a Coralli. Matera ha rappresentato, invece, a prescindere dal modulo, un ritorno al passato in fatto di distrazioni e atteggiamento, eppure in quella circostanza, a fine gara, lo stesso tecnico ci ha tenuto a sottolineare i limiti del nuovo modulo, quasi dando l’impressione di essere stato il primo a non esserne veramente convinto. Al punto da riproporre quel 4-3-3 mai veramente tale in casa contro la Vibonese, con una serie di spostamenti che hanno lasciato tutti perplessi, giocatori compresi. E non può essere un caso che, dopo essere stati presi a pallonate dalla compagine di Campilongo, il ritorno alla difesa a tre abbia notevolmente limitato i danni almeno nella occupazione degli spazi. La carenza di esterni alti e bassi e la fragilità mostrata con la difesa a quattro dalla coppia di centrali ed un Coralli che si dimena in balia degli avversari, ci porta a pensare che il credo tattico di Zeman non abbia più motivo di essere riproposto e dovrà essere il primo lui a convincersene, fermo restando che con quel tipo di atteggiamento visto domenica sera, saranno inutili schemi e nuove soluzioni. Si facciano tutti un profondo esame di coscienza.

M.F.