Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Reggina-Zeman, è il tempo delle risposte: perchè insistere con Sala in porta?

Reggina-Zeman, è il tempo delle risposte: perchè insistere con Sala in porta?

di Pasquale Romano – Perchè?

L’immagine più elegante, quasi poetica, rimanda all’harakiri giapponese, antico rito samurai che prevedeva un suicidio cruento. Quella più comica, e recente, porta a ‘Tafazzi’, personaggio del trio Aldo, Giovanni e Giacomo che con una bottiglia si martellava le parti intime. In entrambi i casi, il diretto interessato fa del male a sè stesso, coscientemente. Difficile pensare a un simile sentimento per Karel Zeman, anche se il risultato finale è identico.

Perchè?

Andrea Sala, portiere arrivato in prestito dalla Ternana, da mesi oramai offre un rendimento insufficiente. Dopo un buon avvio, l’estremo difensore classe ’93 ha infilato un tunnel fatto di errori, dal quale ancora non ne è uscito. Ragionando per difetto, su una decina di gol incassati dalla Reggina, c’è la responsabilità (lieve o evidente) di Sala. Se è ingiusto gettare la croce sul singolo, specie nel momento più delicato della stagione, lo sarebbe ancora di più non ammetterlo e riconoscerlo. Sul campo del Matera, osservando la girata beffarda dell’ex Di Lorenzo insaccarsi, ha collezionato l’ennesima topica stagionale. Una svirgolata del terzino o una disattenzione del centrocampista possono passare inosservati e non fare danni, un errore del portiere fa eccezione. E’ l’eterna crudeltà che subisce chi, per mestiere, indossa i guanti e si piazza tra i pali.

Perchè?

E’ oramai palese che il portiere amaranto non gode, da tempo, della giusta serenità. Tante, troppe, pesanti, le incertezze che in più di una circostanza hanno influito sul risultato della Reggina. Qualche buon intervento, vistosi anche ieri, arriva sempre quando la frittata è già fatta. L’atteggiamento ostinato del tecnico boemo, nel difendere con testardaggine la scelta di schierare Sala, non fa bene a nessuno. In primis alla squadra, il cui interesse è supremo. In secondo luogo, allo stesso Sala. Arrivato in riva allo Stretto per cercare continuità di impiego, agli occhi del club di proprietà (ed eventuali altre società interessate) i numerosi errori commessi non costituiscono certo un ‘curriculum’ da esibire in sede di mercato.

Se fino a qualche settimana fa Zeman aveva dimostrato di essere un integralista, sia nel sistema tattico che nella scelta degli interpreti, nelle ultime gare si è assistito ad una inversione di tendenza. Dentro De Vito e la difesa a 3, fuori i terzini Possenti e Cane, tra i giocatori dal rendimento meno soddisfacente. Sala invece ha fatto eccezione, rimanendo fuori dal rimpasto…

A tutto ciò, si può aggiungere che il secondo portiere a disposizione, Licastro, raramente ha demeritato quando nella passata stagione è sceso in campo. Classe ’95, promettente e di proprietà del club amaranto, Licastro potrebbe rappresentare un altro dei ‘tesori’ della società, assieme a Porcino e De Francesco.

Quindi Zeman: perchè?