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Una Reggina diversa e migliorata, ma è troppo presto per esaltarsi

Quattro punti in due gare, uno in più rispetto allo stesso percorso di partite giocate nel girone di andata. La Reggina sta cercando di rialzare la testa, lo sta facendo rivoluzionando idee e concetti tattici iniziali, modificando un credo, quello di Zeman, che appariva sacro fino a qualche settimana addietro. E’ stato lo stesso allenatore a rivelare che al cambio di modulo ci lavora da tempo e l’unica condizione per arrivarci era rappresentata dalla possibilità di avere un elemento da affiancare a Kosnic e Gianola. Dopo un breve periodo di conoscenza e adattamento, l’inserimento dell’ex Monopoli De Vito, con l’impressione che ne abbia certamente giovato la fase difensiva, la conseguenza una maggiore tranquillità che consente di potersi proporre senza particolari assilli anche in quella offensiva. Nascono da qui le sei reti realizzate in due gare e quella posizione ibrida di Bangu che ha dato la possibilità al giovane centrocampista di realizzare due reti in due gare. Problema risolto? Guai a convincersene, il cammino è ancora lunghissimo ed i punti da conquistare tanti. Sicuramente, modulo a parte, lo spirito appare quello più congeniale per arrivare all’obiettivo, ma sarebbe un errore gravissimo pensare che da questo momento in poi sarà una passeggiata. Se questo viene definito il periodo in cui parte la rincorsa di chi sta sotto in classifica, mettendo in seria difficoltà anche le grandi, il discorso vale per la Reggina, ma anche per le altre. Basta guardare gli ultimi risultati per capire che insieme agli amaranto si muovono anche le dirette concorrenti, per tale motivo i passi fondamentali diventeranno gli scontri diretti, quasi tutti da giocare al Granillo. Insomma, la battaglia è appena iniziata, si vuole vincerla, ma non sarà a mani basse.