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Reggina, e se Mimmo Praticò decidesse veramente di lasciare?

“C’è un gruppo di pseudo tifosi, che non fanno altro che criticare e fare polemiche. Non mi riferisco ovviamente ai tifosi veri, che ci seguono con passione in casa e trasferta. Su Facebook qualcuno ha parlato di ‘vergogna’. Qualche altro ci ha chiamati Pinocchio. Vergogna? A noi, ma siamo impazziti? Non è consentito a nessuno dirci queste cose. Chiediamo rispetto, in caso contrario ne prenderemo atto”. Questi alcuni dei passaggi di una lunga conferenza stampa del presidente Praticò, uno sfogo durissimo dopo le polemiche che hanno preceduto l’incontro con il Monopoli. La squadra in lotta per non retrocedere, i pugliesi avversario diretto, ma le attenzioni spostate altrove, senza mai parlare di partita e di campo. E non lo ha voluto fare neppure il massimo dirigente, ma questo a fine gara, il quale ha manifestato amarezza e delusione per gli ultimi avvenimenti. In altre circostanze lo abbiamo sentito tuonare per vicende simili a quella recentemente vissuta, fatti che esulano dal rettangolo di gioco, ma che, evidentemente, toccano in maniera profonda la società. Perché Mimmo Praticò è soprattutto uomo di sport e dalle lunghissime tradizioni, il suo percorso da dirigente ne è la testimonianza. Ha ribadito ancora una volta di accettare il confronto e le critiche costruttive, le offese gratuite e la mancanza di rispetto no, dignità prima di tutto. Ed allora quel pensiero e quella considerazione finale su quello che potrà essere, ci preoccupa e non poco. A due giorni da quel durissimo intervento, non ha cambiato idea riguardo decisioni clamorose che potrebbero arrivare nel caso in cui le situazioni non dovessero mutare. Perché Mimmo Praticò alle critiche si può anche abituare visto il ruolo che ricopre, agli insulti no.