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Reggina, Praticò: “15-20% di quote da redistribuire. Mercato? Ci sforzeremo se serve”

Il termine per onorare l’aumento di capitale, necessario per portare a compimento la stagione in corsa sotto il profilo della gestione economica, è scaduto.

” Attualmente sappiamo che il 15-20% delle quote è venuta meno. Questa iniezione di liquidità è stata necessaria e nel Cda si è scelto di dare così continuità al progetto. Fino al 28 febbraio ci sarà possibilità di collocare le quote dei soci che non lo hanno sottoscritto “.

A rivelarlo ai microfoni di Radio Antenna Febea è Giuseppe Praticò, dirigente amaranto.  “Sappiamo che il 49% è fatto da quote molto frammentate e soprattutto tra i più piccoli c’è chi ha ritenuto di non dover dare avanti. Sono persone che vanno ringraziate per il sacrificio che hanno fatto, adesso l’onere resta su un numero di persone minore”.

L’obiettivo – prosegue Praticò –  è quello di salvare la categoria.  Siamo in linea con l’obiettivo e il calciomercato rientra nei costi di gestione, sebbene attorno a noi vediamo società che non si stanno rafforzando ed in alcuni casi stanno smantellando.  La Lega Pro è un torneo dispendioso, a partire dai costi al lordo dei contratti dei calciatori”.

“Se parliamo – rivela Praticò – di Lecce e Foggia, ci riferiamo a società che spendono sette-otto-nove-dieci milioni di euro.  Non si creda che la Reggina spenda cinquecentomila euro, ritengo che i soci vadano apprezzati per lo sforzo che stanno facendo e non additati per uno scarsa capacità d’investimento”.

E sul calciomercato: “Il fatto che si sia aspettato fino ad ora per l’aumento di capitale non cambia nulla sotto il profilo delle strategie di rafforzamento. Prendere un calciatore ieri,  oggi o tra dieci giorni cambia poco, tenuto conto che la prima mensilità dovuta è quella di febbraio e che non va comunque versata subito. Ci approcciamo a questa campagna trasferimenti con la consapevolezza di dover far qualcosa per mantenere questa categoria e se servirà uno sforzo e sarà nelle nostre possibilità lo faremo. E’ un orgoglio sapere che ci siano dei calciatori che sono richiesti in categorie superiori, ma non pensiamo di privarcene se non a fronte di offerte vantaggiose e che possano darci risorse da reinvestire nella società e nel patrimonio tecnico”.