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Reggina, Praticò: “Aspettiamo aumento di capitale per il mercato”

“L’aumento di capitale è necessario per un complesso di cose. Forse non ci rendiamo conti dei costi mensili che ha una società come la nostra, ci permetterebbe anche di avere margine per investire sul mercato”.
Il presidente della Reggina Mimmo Praticò, ospite di Tutti Figli di Pianca, in onda su Radio Touring ha fatto chiarezza su quanto sia cruciale la data del 15 gennaio per la società amaranto.

Si tratta, infatti, del termine ultimo per i soci per dare un’iniezione di liquidità che permetterebbe di onorare i costi gestionali fino a fine stagione e anche di rafforzare, pur senza pazzie, la rosa attualmente a disposizione di Zeman.

In tanti si chiedono come una provincia di quasi seicentomila abitanti si fatichi a trovare qualcuno pronto a dare supporto alla società:”Forse – rivela Praticò – non li conosciamo ancora, forse dovevamo andare a bussare a qualche porta. Abbiamo chiesto contributi a chiunque, ma purtroppo nessuno è venuto a darci una mano”.
La salvezza sul campo potrebbe aprire nuovi orizzonti anche sotto il profilo societario: “Giorno per giorno acquisiamo esperienza. Salvarci quest’anno ci aprirebbe le porte ad una stagione a cui potremmo arrivare più preparati. Questa Reggina ha bisogno di essera aiutata moralmente. Bisogna spingere questi ragazzi e farli crescere”.
A bilancio e per quasi centomila euro lordi pesano due calciatori ormai fuori dai programmi, confermati rispetto alla passata stagione: “De Bode ed Oggiano al netto costano molto meno. Andando a guardare la stagione scorsa si aveva l’impressione che i due potessero giocare tranquillamente in Lega Pro. Per vari motivi non hanno rispettato le attese, adesso il direttore sta lavorando a trovare una soluzione buona per calciatori e giocatori. L’anno scorso. ad esempio, Martino ha avuto il coraggio di rinunciare ad Arena e Riva, al suo posto io non avrei rinunciato a due pedine fondamentali”.
E sul rapporto tra la squadra e il tecnico: “Zeman è una persona di grande sensibilità. Si approccia alla squadra a farli ragionare e a farli portare al meglio del rendimento. Le dichiarzioni di fine partita sono valutazioni di cui non si può fare a meno. Lui stesso, come me, non si sente esente da colpe quando le cose non vanno da bene. L’allenatore del Messina dicendo che i suoi sono da Eccellenza ha trasmesso un messaggio che ha fatto effetto sulla squadra nel derby”.