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Reggina, c’è un patrimonio da difendere. Chi non vuole battersi si faccia da parte

di Michele Favano – Le critiche, se fatte senza pregiudizi ed in maniera costruttiva, ci vogliono sempre, le contestazioni da parte dei tifosi ci stanno dopo undici gare senza mai riuscire a vincere una partita, come è ovvio che venga messo in discussione l’operato del DG Martino, del tecnico Zeman, della squadra. Ci sono poi quei momenti in cui, la forza e la maturità dell’ambiente possono essere dimostrati riuscendo a mettere per un attimo tutto da parte, provando a rimuovere le cose negative e facendo quadrato, tutti insieme. Giocandosi tutto in due partite, davvero tutto, dove nulla può essere sbagliato per il futuro della Reggina in questo campionato, forse anche per il futuro della società. Due gare in cui non possono essere prese in considerazione qualità dell’avversario e limiti nostri, perché tutto dovrà essere superato con la voglia di dare e fare di più, sul piano dell’atteggiamento, della voglia, della combattività. Cose dette e ripetute più volte, ma oggi uniche armi per andare oltre la nostra inconsistenza tecnica e le fragilità. La società ha voluto chiudere le porte del S. Agata, si spera possa essere servito per capire perché e come possano venire fuori prestazioni come quel primo tempo di Pagani. Chi è insoddisfatto, chi non ha voglia di prender parte a questa durissima sfida, lo dica, si faccia da parte. Qui c’è un patrimonio da difendere che è la categoria, non è pensabile uno scivolone che sarebbe devastante sotto tutti i punti di vista. Bisognerà farlo tutti insieme, almeno per una volta uniti, compatti, tutte le componenti, nessuna esclusa.