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Reggina, Falcomatà: “Non puoi tornare in D. La squadra sembra depressa “

‘Qualcosa si è rotto dopo la trasferta di Caserta, da quel momento il giocattolo si è perso. C’era un fermento generale attorno alla squadra, la città seguiva da vicino e con passione le prime gare interne stagionali. Purtroppo, con la lunga sequenza di risultati negativi, anche l’attenzione è scemata coinvolgendo tutte le componenti’. Cosi il sindaco Giuseppe Falcomatà, ai microfoni della trasmissione ‘Reggina in rete’ condotta da Michele Favano, ha commentato il lungo periodo di crisi della formazione amaranto.

Le responsabilità, in casi del genere, sono da dividere tra società, dirigenza, tecnico e squadra. Il primo cittadino ‘assolve’ il d.g. Martino e  invita Zeman a rimettere in campo la squadra brillante delle prime giornate di campionato. ‘Sembra di vedere una squadra depressa, sotto choc. Però ricordo la Reggina delle prime settimane, io per primo feci i complimenti a Zeman per la qualità del gioco espressa. Sono d’accordo con la scelta di confermare il tecnico boemo in panchina, però a breve va verificato se ha ancora il controllo della situazione. La squadra è giovane ma questo non deve essere un alibi, pensiamo a come stanno facendo bene Atalanta e Milan in serie A con formazioni ricche di gioventù. Martino ? Credo abbia costruito un organico capace di conquistare la salvezza, dovessi dargli un voto per il lavoro svolto gli darei 7 ‘.

Nuovi soci all’orizzonte? Il presidente Praticò ha sempre smentito tale ipotesi, oltre qualche colloquio iniziale con un paio di soggetti non si è mai andati oltre. ‘L’amministrazione -prosegue Falcomatà nella trasmissione in onda su Immedialive.it- può essere uno strumento per avvicinare altri soggetti alla Reggina, penso a quanto successo a Parma e Venezia, realtà ripartite di slancio grazie a proprietà solide economicamente. Bisogna fare di tutto per mantenere la categoria, restare tra i professionisti è fondamentale. Non credo ci sia bisogno di sottolineare che la Reggina e Reggio Calabria non possono tornare tra i dilettanti’.