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Reggina, altro che porte chiuse. E’ il momento delle scelte e degli interventi

Equilibrio, compattezza, pazienza. Questo quello che la società ed il tecnico hanno ripetutamente chiesto dall’inizio del periodo nero a stampa e tifosi. Probabilmente immaginando che quel momento sarebbe passato a breve ed invece siamo arrivati ad undici gare senza vittorie, una classifica totalmente stravolta rispetto a quelle indimenticabili prime giornate, una involuzione da paura, una reazione mai arrivata e l’ultimo posto in graduatoria come logica conseguenza. Ed allora inevitabili giungono i malumori e le contestazioni, la gente quantomeno intende capire cosa stia succedendo, nessuno vuole rivivere il tremendo percorso del dilettantismo, ammesso che in caso di crollo, con tutti gli scongiuri possibili, vi sia un futuro per questa squadra e questa società.  E’ il momento delle decisioni, delle scelte importanti, è il momento di dare segnali all’ambiente. Che la società non navighi nell’oro questo lo si sa bene, la sensazione che poco o nulla potrà nel prossimo mercato di riparazione, l’inconsistenza dell’attuale organico ed i limiti mostrati dal tecnico, lasciano spazio a dubbi e perplessità. Perché il tifoso non è più disposto ad accettare passivamente questa incredibile discesa, aspetta significativi interventi dal gruppo dirigenziale che non si limitino a dichiarazioni già ampiamente ribadite. Il girone di andata volge al termine, i punti raccolti vanno molto sotto quella che era la media attesa e nulla lascia pensare che le prime due di ritorno possano consegnare qualcosa di diverso. Tantomeno le solite porte chiuse andranno a risolvere gli evidenti problemi strutturali e di inconsistenza di questo gruppo. Ci vuole altro, molto altro.