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Il contrattacco di Praticò da stimolo per tutti. Tifosi, stampa e squadra

di Michele Favano – Nel giorno in cui il presidente Praticò ha deciso di parlare, lo ha fatto con un intervento forte, a muso duro, rispedendo al mittente critiche a suo avviso dannose e confermando il massimo dell’impegno che questa società quotidianamente ci mette per tentare di mantenere la categoria. Anche se avremmo preferito una conferenza che avesse coinvolto tutti gli organi di stampa dopo la scelta di un lungo silenzio, comunque va bene anche così. Ci piace e ci stimola la reazione del massimo dirigente, mai domo e sempre combattivo, attacca chi lo attacca, va giù pesante contro chi in questi mesi, secondo il suo punto di vista, lo ha “preso a legnate”. Ci piacerebbe vedere lo stesso tipo di reazione anche da parte della squadra che, sotto l’aspetto agonistico sta ritrovando la strada di un tempo, seppur ancora non in maniera totale, ma dovrà fare molto altro per quello che riguarda la capacità di gioco e quindi di risultati. Il cammino è ancora lungo, nulla è compromesso, probabilmente anche per questo motivo il presidente Praticò ha inteso rompere il proprio silenzio, cercando di ricompattare un ambiente che per un breve periodo è sembrato quasi una cosa unica con società e squadra. Dicevamo nulla è perduto, perché la zona salvezza è ad un passo e sarebbe un vero peccato buttare via quanto di buono era stato fatto ad inizio stagione, con margini di recupero che sono ancora ampi. Questo dovranno metterselo in testa tutti, calciatori compresi che, in queste tre gare che restano alla chiusura del 2016, hanno l’obbligo di affrontare ogni match con la determinazione e la voglia di chi deve venire necessariamente fuori dal lungo periodo di crisi. Vincere senza il timore di farlo, affrontare qualsiasi avversario senza la paura di poter prendere gol da un momento all’altro. Ed in questo senso fondamentale diventa il compito dell’allenatore, oggi più importante nel ruolo di psicologo che tecnico.