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La Reggina non punge e rischia con la F.Andria, fischi per la squadra e Zeman (0-0)

di Pasquale De Marte – La sfida tra Reggina ed Alessandria si conclude a reti bianche e, soprattutto, tra i meriti fischi che i tifosi riservano alla squadra di Zeman.

Un coro unanime di dissenso verso la prestazione troppo timorosa della squadra e nei confronti del tecnico, le cui scelte a gara in corso sono state sottolineate dai  mugugni dello stadio.

A una partita dal giro di boa, gli amaranto mandano in archivio un’altra partita con un risultato diverso da quello sperato e rimandano l’appuntamento con una vittoria diventata ormai un miraggio.

La squadra mette in mostra i soliti limiti e le lacune strutturali che la relegano meritatamente nelle retrovie della graduatoria

Oggi appare difficile vedere la luce in fondo al tunnel, ma la speranza che possa essere trovata è ancora viva dato che mancano più di venti partite al termine.

Ma è innegabile che, senza Coralli, la squadra appaia ancor più spuntata di quanto non lo sia nell’ordinario-

Scardinare l’avversario pugliese non era facile, ma ma c’era l’obbligo di estrarre qualcosa dal cilindro e non è stato fatto.

Un punto è meglio che zero e, va sottolineato, si è andati molto più vicini a perdere che a vincere.

LA PARTITA – Reggina e Fidelis Andria si affrontano con una data in comune, ma con significati diversi.  Dal 9 ottobre gli amaranto non vincono, i pugliesi non perdono. Due squadre con l’obiettivo di salvarsi, ma con stati d’animo diversi che, in campo, danno vita ad una gara che regala poco spettacolo.

Zeman conferma il 4-3-3, ma propone diverse varianti rispetto al solito: nel tridente c’è la sorpresa Tommasone che dirotta Porcino sul lato destro dell’attacco. con Bianchimano chiamato a fare le veci di un Coralli ancora assente.

L’avvio dei padroni di casa è promettente e, per almeno venti minuti, si assiste ad una buona manovra da parte di Botta e compagni ma che, come al solito, si perdono al momento di concretizzare quanto viene prodotto fino ai vertici dell’area di rigore avversaria.

La Fidelis Andria, invece, propone una filosofia ben chiara: difesa arroccatissima con 5-3-2 sinonimo di pochi fronzoli e tanta densità nella propria metà campo.

E molto spesso difesa e contropiede rischiano di pagare, perchè l’unica vera occasione della prima frazione è per gli ospiti: che con Cruz scaldano le mani di Sala con un pericoloso tentativo dal limite.

La partita non si accende mai e, nella ripresa, il film non cambia.  A regalare brividi ci sono solo i tiri dalla media distanza: al 58′ ci prova Botta e Poluzzi deve distendersi per togliere la palla dall’angolo.

E’ ancora Cruz, sul fronte opposto, ad andare vicino al bersaglio grosso con un destro dai venti metri che non va lontano dal palo.

Il resto della partita offre più calci che calcio, senza però che il livello del nervosismo raggiunga mai livelli pericolosi.

Nel finale la Reggina si fa notare più per la paura di perdere che per la voglia di vincere.

E a tempo scaduto Cruz ha sulla testa la palla di una vittoria che non sarebbe stato un furto, ma la manda alto.

REGGINA – FIDELIS ANDRIA 0-0

REGGINA: Sala, Gianola, De Francesco, Botta, Kosnic, Porcino, Cane, Bianchimano (91’ Lancia), Bangu (79’ Romanò), Possenti, Tommasone (67’ Tripicchio) All. Zeman
FIDELIS ANDRIA: Poluzzi, Tartaglia, Aya, Rada, Piccinni, Fall (69’ Starita), Matera (65’ Minicucci), Colella, Cruz, Tito, Onescu All. Favarin
Arbitro: Andreini di Forlì – Assistenti: Zambelli di Finale Emilia e Pappalardo di Parma
Ammoniti: Porcino, Piccinni, Bangu, Starita, De Francesco, Romanò
Recupero: 1’pt, 3’st