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Reggina, ritrovati voglia e temperamento, ma non basta. Adesso servono i tre punti

Alla fine tutti si son chiesti come avesse fatto la Reggina ad uscire indenne dalla gara giocata contro il Foggia. Sul piano del gioco e del palleggio crediamo di non offendere nessuno dicendo che i satanelli hanno surclassato gli amaranto, ma non sempre il dominio territoriale corrisponde ad un risultato che sia la vittoria. Lo sa bene mister Stroppa che al termine dell’incontro, e stuzzicato anche dai colleghi pugliesi, si è arrabbiato moltissimo per il comportamento dei suoi, troppo impegnati a specchiarsi nelle giocate, poco incisivi nella prima frazione, esageratamente spreconi nella seconda. In tutto questo la Reggina, e questa volta Zeman ha proprio ragione, ha fatto quello che ha potuto. Aspettando forse troppo bassi i rossoneri nella prima frazione ed alzando il ritmo nel momento in cui la squadra ha perso Coralli. Certamente una coincidenza, ma da quell’istante la squadra si è forse sentita maggiormente responsabile e soprattutto in alcuni uomini, Bangu su tutti, ha aumentato ritmo e pressione, provando a limitare quanto possibile le giocate degli ospiti. Ed infatti le azioni più pericolose, sono arrivate da millimetrici tagli di campo ed inserimento degli esterni d’attacco, per fortuna senza gravi conseguenze. La Reggina, ancora una volta, raccoglie punti contro una grande, così come era stato nella prima parte di stagione nel momento in cui il gruppo di Zeman ha fatto vedere il meglio di se. I minuti finali dei due tempi continuano ad essere decisivi, anche questa una dimostrazione di voglia e capacità di crederci fino all’ultimo istante che sia primo o secondo tempo. Francamente va anche detto che quel periodo buio attraversato da Kosnic e compagni sembra messo alle spalle. La squadra fatica ancora a trovare soluzioni offensive, continua a peccare in fase difensiva, ma quantomeno non si fa criticare per impegno e volontà. Per salvarsi, però, potrebbe non bastare, per questo motivo diventa indispensabile tornare a vincere, così come fanno da qualche settimana le dirette concorrenti, vedi Akragas, Melfi e Siracusa.