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Reggina, ora da resuscitare ci sarebbe il Taranto. Si riuscirà ad evitarlo?

Il trend negativo che la Reggina ha acquisito nelle ultime giornate ha avuto come contorno un altro dato preoccupante.

Gli avversari che, in molti casi, hanno passeggiato sulla Reggina venivano da un periodo di profonda crisi e da lì in avanti hanno iniziato macinare risultati e scalato importanti posizioni nella corsa alla salvezza.

Dopo il tonfo tennistico contro il Matera, gli amaranto hanno perso tre scontri diretti in maniera inopinata.

In principio fu la Vibonese. Costantino era a rischio e la squadra aveva totalizzato la miseria di sei punti in dieci partite.

Rigore di Saraniti, tre punti e da lì in poi sette punti in tre uscite.  Scacciata la crisi..

Poi è stato il turno del Siracusa, arrivato al Granillo quasi fosse l’ultima spiaggia per Sottil. Impresa degli aretusei in riva allo Stretto e ritorno in Sicilia rinfrancati.

Poi è toccato al Melfi che non conosceva la gioia della vittoria addirittura da agosto.  Nessuno, neanche i più ottimisti, in Basilicata avrebbe pensato ad una passeggiata di salute come quella fatta contro la squadra di Zeman.

Adesso: altro giro, altra corsa, altro scontro diretto, altra squadra in crisi.

A Reggio arriva il Taranto. Una squadra ripescata, come la Reggina, e cha rappresenta una città importante, sebbene la tradizione calcistica non valga quella di altre corregionali come Lecce o Foggia.

Gli jonici non vincono in campionato dal 18 settembre: Taranto-Andria 2-0.

Da allora in avanti: quattro pareggi e cinque sconfitte, di cui le  ultime due consecutive contro Paganese e Virtus Francavilla.

In teoria più in crisi, almeno stavolta, ci sarebbe la Reggina che non rimedia un punto da quattro giornate.

Toccherà agli uomini di Zeman sconfessare la teoria che a scacciare i problemi altrui sia sempre il confronto con la formazione dello Stretto.