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Reggina, crisi seria, crisi nera. Per la società la colpa è solo dei calciatori

“E’ il momento in cui dobbiamo capire perchè questi giocatori non stanno onorando la maglia. Questa gente ci sta facendo vergognare. Dobbiamo capire se ci siamo illusi fino a quattro domeniche oppure se sono così scarsi da farci preoccupare”. Non possono passare inosservate le dichiarazioni a caldo del presidente Mimmo Praticò. Un’analisi durissima la sua, senza mezzi termini, un unico destinatario, la squadra. Nella sua disamina viene resta fuori l’allenatore, almeno per il momento, al massimo dirigente non stanno piacendo atteggiamento e comportamenti della squadra intera, dal punto di vista tecnico e non solo. In un mese dall’esaltazione alla totale depressione e se prima di parlava di momento di difficoltà, adesso si è ufficialmente entrati in quella che viene definita crisi vera. Il perchè inizialmente si era andati a ricercarlo nella condizione fisica, nel caso del Matera nella forza dell’avversario, le ultime tre gare, in cui proprio la Reggina è riuscita a riaprire i giochi in coda rimettendo in corsa Vibonese, Siracusa e Melfi, nulla invece ha funzionato. La Reggina non corre, non gioca, non entra quasi mai in partita, riesce a farsi sfondare da qualsiasi avversario, compreso il Melfi a digiuno di vittorie dallo scorso 28 agosto. Se ha ragione Mimmo Praticò, sarebbe bene capire, ma andava fatto già da qualche settimana, il perchè di simili comportamenti. Non sono state parole dettate dalla rabbia del momento quelle pronunciate a fine partita, ma ragionate e con un obiettivo preciso. A quei calciatori che venivano ricoperti di elogi per attaccamento alla maglia, voglia di combattere e desiderio di non mollare mai, adesso viene rimproverato un atteggiamento esattamente contrario, tanto da parlare di disonore della maglia. Ma perchè? Quali sono i motivi di questo improvviso mutamento? Per quello che ci riguarda una verifica anche su quanto riesce a produrre mister Zeman va fatta. Non mettiamo in dubbio che sia un gran lavoratore, che la totalità del suo tempo la dedichi a risolvere i problemi della Reggina, ma tutto questo per ora non è sufficiente. Le responsabilità dell’attuale momento vanno divise verso tutte le componenti. Chi ha costruito il gruppo, chi lo gestisce, coloro che scendono in campo. Sperando di essere ancora in tempo per rimediare ad una situazione impensabile fino ad un mese addietro e che adesso è diventata pericolosissima. Il gruppo è giovane e potrebbe fare enorme fatica a tirarsi fuori da questo stato di profonda crisi. Si è passati dal sogno play off al terz’ultimo posto nel giro di quattro gare, con una condizione psicologica pesantissima. Le parole non servono più, tantomeno le scuse ai tifosi ed i proclami di un pronto rilancio. Bisogna passare ai fatti, subito ed in queste ore i confronti tra la società ed il direttore generale sono continui. Non resta che capire quali saranno gli sviluppi.