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Reggina, le ragioni di Martino, ma anche quelle del presidente Praticò

L’errore arbitrale? C’è stato! Il rigore totalmente inventato, non sappiamo esattamente da chi, visto che inizialmente il direttore di gara non aveva neppure accennato alla massima punizione, probabilmente l’indicazione è arrivata dal suo collaboratore. Ha ragione sull’episodio specifico il direttore genarale Gabriele Martino, come ha ragione pure quando lamenta comportamenti non proprio professionali nei confronti del suo tecnico, preso di mira e non se ne conoscono i motivi, durante e dopo la partita. Ma ha ragione anche il presidente Mimmo Praticò nel momento in cui dichiara che gli errori arbitrali hanno sempre fatto parte del mondo del calcio ed in quanto tali vanno accettati, senza creare polemiche che a poco servono. Soprattutto dopo una prestazione come quella fornita dalla Reggina a Vibo. Brutta, la più brutta in assoluto della stagione. Gli amaranto avevano abituato i tifosi a ben altre partite, sul piano del gioco, dell’agonismo, della compattezza. Finito il ciclo terribile si pensava ad un percorso più agevole, invece, dopo il tonfo casalingo con il Matera, è arrivata una batosta inaspettata. Non è possibile salvare nessuno, è stata la prova complessiva dei giocatori mandati in campo a deludere, da capirne i motivi di tale comportamento. Non riesce a darsene pace ovviamente il tecnico, rimasto per diversi minuti sulla propria panchina, anche dopo il triplice fischio del discusso direttore di gara. Male la difesa, per fortuna torna Kosnic, male il centrocampo, esperimento Romanò titolare non riuscito, in affanno l’attacco con la solita evanescenza di Oggiano, la volontà di Coralli, l’opaca prestazione di Porcino. Discutibili anche le sostituzioni, ai limiti dell’inspiegabile quella che ha riguardato Coralli, con lo stesso capitano abbastanza perplesso. Preso come episodio lo scivolone interno con i lucani, impossibile non riflettere ed anche molto su quanto prodotto dalla squadra a Vibo. La classifica inizia a preoccupare, si accorcia in maniera paurosa, la zona play out è dietro l’angolo, ma questo gruppo, esaltato nelle prime settimane, ha qualità e doti per rialzare la testa. Dovrà farlo subito e senza ansie, ritrovando quella umiltà e quella voglia di battersi, da tutti evidenziata nel primissimo tratto di stagione.