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Reggina, Granillo inviolato. E c’è chi continua a dire che il 12° uomo è solo poesia…

Dieci punti conquistati dalla Reggina in queste prime otto giornate di campionato. Come? Otto davanti al pubblico di casa, due vittorie contro Messina e Juve Stabia, due pareggi con Cosenza e Catania. Ruolino di marcia da squadra di altissima classifica, se non fosse che il comportamento in trasferta non rispecchi lo stesso andamento. Il Granillo è tornato ad essere proibitivo per tutti come ai bei tempi, la squadra trova maggiori motivazioni, gli avversari, tranne l’eccezione Juve Stabia, vengono sorpresi dall’aggressività della formazione di casa. Una coincidenza? Sembrerebbe proprio di no, e quando il direttore generale Gabriele Martino ad inizio stagione parlava di sostegno fondamentale per questo giovane gruppo, si riferiva proprio alla differenze che la presenza sugli spalti del popolo amaranto può fare, così come era già successo in passato. Quel feeling ritrovato tra la squadra e tifosi, sta rappresentando una marcia in più. Un amore speciale, diverso da sempre, spontaneo e fatto di profondo affetto ed attaccamento. I ragazzi della curva, da qualche anno, urlano e sostengono solo la maglia, ma la magia che si è creata in questa stagione, mette in risalto figure come Kosnic, Coralli, Bangu, elementi che suscitano particolare simpatia e coinvolgimento. Si, il dodicesimo uomo in campo, non una frase fatta, ma un dato oggettivo testimoniato dai numeri, quelli della classifica. Altri numeri, quelli che rappresentano le presenze sugli spalti, vorremmo crescessero ancora, perchè questa Reggina, società e giocatori, lo meritano davvero.