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Reggina, alla pari con tutti, ma se non tiri non segni

Si può fare un primo bilancio dopo sette giornate di campionato? Si ma non definitivo e comunque la traccia di quello che la Reggina ha lasciato in questo avvio di stagione è evidente. Ed a Lecce si è avuta l’ennesima conferma riguardo prestazione con pregi e difetti. La crescita della squadra è indubbia, sul piano dell’organizzazione di gioco, della disposizione tattica, dell’equilibrio. Concedere zero a quello che viene ritenuto il gruppo più forte dell’intero girone per uomini e capacità realizzative, deve necessariamente renderti orgoglioso del lavoro fatto in così poco tempo. La Reggina della prima frazione di gara ha soddisfatto veramente tutti. Quasi una macchina perfetta che si è mossa con i sincronismi giusti, compatta e capace di rendere la vita assai complicata al Lecce. E’ stata una distrazione difensiva, o se vogliamo una parata non proprio impeccabile di Sala su calcio piazzato a favorire la zampata del solito Caturano, ed anche in quella circostanza il difensore di turno, nel caso specifico Kosnic, avrebbe dovuto farsi trovare più pronto. Una mazzata nel contesto di un match dall’assoluto equilibrio che ha creato scompensi sul piano organizzativo e psicologico, salvo poi tornare in partita con il piglio di sempre. Questa la parte riguardante i pregi. Il difetto è sempre il solito, diventato ormai una costante per Porcino e compagni. L’assenza quasi totale di conclusioni a rete, nonostante la mole di gioco prodotta e la capacità di creare difficoltà anche ad un avversario fortissimo come il Lecce. Esattamente il contrario rispetto a quanto tutti si aspettavano ad inizio stagione, avendo Zeman come condottiero del gruppo. Una offensiva che si ferma ai sedici metri, priva di verticalizzazioni o conclusioni dalla distanza. Si fa una fatica enorme, si cercano soluzioni con fraseggio e triangolazioni, per poi finire con quelli che il tecnico definisce cross “inutili”. Chiaro che molto di questa imprevedibilità ed incisività la si aspetta dall’esperto Coralli, ancora oggi in evidente ritardo, pur sempre partecipativo e volenteroso, aspetti che in questo momento evidentemente non bastano. Va inoltre registrata la fase involutiva del centrocampista De Francesco, impressionante fino a qualche giornata addietro ed ora quasi impalpabile. Siamo d’accordo con Zeman, sette punti in sette gare non rappresentano un bottino esaltante, tutto il resto però incoraggia, come la capacità di questo gruppo di giocarsela ad armi pari con tutti.