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Criniti: ‘Reggina in C come un Angelo all’Inferno. I complimenti dei tifosi…e di Pirlo’

di Pasquale Romano – Intensi e appassionati. Solo sei i mesi trascorsi da Totò Criniti in riva allo Stretto, tempo che si è dilatato sino a sembrare un’eternità. Il classico mix di genio e sregolatezza non poteva che far innamorare i tifosi della Reggina, sentimento ricambiato in piena regola. ‘Non saprei come racchiudere in poche parole il mio rapporto con i tifosi amaranto, la città e la maglia. Solo sei mesi, è vero, ma non conta la quantità di tempo trascorso ma la qualità. Io mi sento un reggino a tutti gli effetti –assicura Criniti ai microfoni di Strill–  sono pure cittadino onorario di Cardeto, frazione che ci tengo a salutare con affetto’.

Biglietto da (e per) Brescia, il cuore però è rimasto fuori dai bagagli nel momento del ritorno. ‘Avevo tante proposte, ma ho scelto fortemente di trasferirmi alla Reggina e la scelta si è rivelata giusta. Ho dato davvero tutto per la maglia amaranto, forse per questo motivo sono rimasto nei ricordi dei tifosi. I giocatori come me li ami o li odi, fortunatamente alla Reggina sono stato amato (sorride, ndr)…’. Scintilla scattata in modo naturale, anche per via di un carattere fuori dal comune e dagli schemi. ‘Ricordo un Reggina-Palermo, purtroppo ero squalificato e vidi la partita dalla Curva, assieme agli Ultras. Ero uno di loro’.

La Reggina della stagione ’96-97 doveva evitare la serie C, e riuscì nella missione. Stessa categoria a vent’anni di distanza per gli amaranto, l’ex attaccante però riconosce una dimensione superiore alla piazza e alla società: ‘Scelsi la Reggina proprio per questa ragione, non potevo vederla lottare per evitare la C. E’ un pò come scorgere un Angelo all’Inferno, non c’entra nulla. La Lega Pro adesso deve essere vista come una buona base di partenza per questa nuova società, la Reggina però deve tornare almeno in serie B. Io sogno di rivederla presto al San Paolo, all’Olimpico o a San Siro’.

Una delle vittorie decisive per la salvezza della Reggina 1997 fu sul campo del Lecce, giallorossi domenica prossima temuti avversari della formazione allenata da Zeman. ‘Ricordo bene quel successo, feci un assist per una delle due reti siglate da Dionigi, ci servì per credere con ancora più convinzione nella salvezza. Domenica la Reggina dovrà scendere in campo senza alcun timore. Gli amaranto stanno giocando un buon calcio, propositivo e senza paura. Dovrà essere cosi anche al cospetto di un avversario sulla carta superiore’.

Attaccante di qualità sopraffina, Criniti occupa un posto di rilievo nella memoria dei tifosi amaranto. A distanza di anni viene ancora ricordato come uno dei giocatori più forti che ha vestito la maglia amaranto nell’era Foti: “Li ringrazio di cuore, i loro complimenti sono la cosa più bella. Sono rimasto piacevolmente sorpreso anche da quanto dichiarato da Andrea Pirlo, con me a Brescia agli inizi di carriera. In una recente intervista mi ha inserito tra i 5 giocatori più forti con i quali abbia mai giocato, parliamo di un campione del mondo che era spesso al fianco di fuoriclasse affermati”. Aneddoto curioso, fu proprio Criniti (ai tempi di Brescia) a presentare Pirlo a Deborah Roversi, sua futura moglie. La coppia, dopo quasi quindici anni di matrimonio, si è separata nel 2014.

Criniti e la Reggina, l’amore ha resistito al tempo. Dopo l’ultima esperienza da allenatore della Folgore Caratese, in serie D, l’ex attaccante aspetta una chiamata. ‘Non mi interessano i soldi ma un progetto, per questo motivo nella passata stagione dopo poche partite ho rassegnato le dimissioni. Non si poteva fare calcio come piace a me. Tornare alla Reggina? Sarebbe un sogno a occhi aperti. Mi piace lavorare nel settore giovanile, mettere la mia esperienza al servizio dei ragazzi. Per il club amaranto e Reggio Calabria, lo farei gratis senza pensarci un secondo’.