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Reggina senza pace. Le vicende Granillo e S. Agata tolgono serenità

Quando una gioia sarà completa? La serenità non è di casa alla Reggina. Solitamente sono i risultati la panacea di ogni male, ma nella circostanza specifica, neppure un buon inizio di campionato ed un entusiasmo ritrovato tra la squadra e la tifoseria, riesce a rendere gli animi più tranquilli. A disturbare il sonno dei dirigenti amaranto, le questioni riguardanti il centro sportivo S. Agata ed la sistemazione del Granillo. Nel primo caso la vicenda sta assumendo davvero i contorni di una telenovela. Pare sia sempre tutto pronto da un giorno all’altro, salvo poi verificare l’ennesimo rinvio che si spera non vada oltre questa settimana. La vicenda è nota, gli ostacoli più importanti sono stati superati, la discussione, a contratto pronto, è incentrata sulla messa a norma di alcuni immobili presenti all’interno della struttura. Per bocca del dirigente Giuseppe Praticò, l’ennesimo intoppo non dovrebbe avere tempi lunghi, ma il percorso di questi ultimi mesi ci ha insegnato che qualsiasi tipo di previsione, per un motivo o per l’altro, non viene puntualmente rispettato.

condemi_curatoreDal S. Agata, al Granillo, storie strettamente collegate, perchè lo sblocco di una, potrebbe risolvere i problemi dell’altra. La sistemazione dell’impianto di viale Galileo Galilei ha necessità di interventi di una certa rilevanza. Parecchi dei lavori imposti dalla commissione di vigilanza sono stati effettuati, questo ha intanto consentito l’apertura al pubblico e la disputa delle tre gare di campionato, limitandone, però, la capienza. L’installazione dell’ormai famoso UPS, il gruppo di continuità che garantisce un’alimentazione ininterrotta di tutti i tipi di apparecchiature elettriche, darebbe la possibilità di risolvere uno dei problemi principali della struttura. E poi il manto erboso. Ne parla l’Italia intera, immagini eloquenti e le lamentele dei calciatori che vi giocano, non sono una buona pubblicità. Nessun intervento migliorativo potrà cambiare la qualità del terreno, se non una totale rizollatura. E qui arriviamo all’intreccio con il S. Agata. Lo smantellamento potrà avvenire solo nel momento in cui la Reggina andrà a svolgere altrove le proprie sedute di allenamento, il lavoro è imponente e vieta il calpestio. Dovremmo essere in dirittura d’arrivo per la prima e la seconda questione, difficile però pensare che in poco più di sette giorni il rettangolo di gioco del Granillo possa presentarsi alla gara con la Juve Stabia totalmente trasformato, salvo miracoli.

Michele Favano