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Reggina-Cosenza, Savoldi: ‘Tiferò per gli amaranto. Come zittii il San Paolo…’

Personaggio unico e inimitabile. Gianluca Savoldi sembra non essersene mai andato da Reggio Calabria, tale è l’entusiasmo che accompagna le sue parole relative ai due anni trascorsi in riva allo Stretto. Un trasferimento non del tutto inusuale, quello dal Cosenza alla Reggina: ‘Tanto che quando giocai il derby con la maglia della Reggina, venni ricoperto di sputi e insulti. Mi dispiacque anche perchè ho sempre dato tutto per la maglia del Cosenza, e sono arrivato a Reggio Calabria e per la buona stagione disputata in rossoblù’.

Intervenuto nel corso della trasmissione ‘Tutti figli di Pianca’ su Radio Touring, Savoldi si è soffermato sul derby in programma domenica al Granillo: ‘Si affrontano due squadre che ho ancora nel cuore. Per chi farò il tifo? Per la Reggina, quella in amaranto è stata l’esperienza più importante della mia carriera assieme a Pisa’.

Tanti gli aneddoti ricordati, impossibile non iniziare dal gol realizzato al San Paolo al Napoli. Proprio al club partenopeo, Savoldi si trasferì (con coraggio) dopo avergli inflitto un’atroce sofferenza corredata da un’esultanza indimenticabile…: ‘Non me l’hanno mai perdonato quel gol e quel dito che indicava il silenzio, ma se lo erano meritati (sorride, ndr). Giocavamo su un campo a me caro, mio padre aveva la storia del Napoli, e l’accoglienza invece era stata ricca di insulti alla mia famiglia. Quale modo migliore di vendicarsi se non con una ‘coltellata’ sul campo…’

Il gol al Napoli merita un posto in prima fila nel cassetto dei ricordi, assieme alla rete segnata all’Atalanta in serie A. Bergamo infatti è la città adottiva di Savoldi, dopo il calcio attivo nel campo della ristorazione. Dopo le 20 reti in 63 presenze realizzate in maglia amaranto (e l’anno trascorso a Napoli), l’ex centravanti non si è fatto mancare nemmeno una parentesi con l’altra squadra calabrese, il Crotone.

Beppe Savoldi come Zdenek Zeman, l’ex attaccante amaranto come l’attuale tecnico della Reggina. Quali gli aspetti positivi e quali le pressioni da superare per i figli d’arte? ‘Per me sono sinceramente superiori gli aspetti negativi (sorride, ndr). E’ vero che è stato utile per me avere un esempio cosi importante in famiglia, ricevere suggerimenti e consigli preziosi. Per tutta la carriera però ho dovuto sopportare il peso del paragone, far vedere che non ero un raccomandato. Si tratta di pressioni che rischiano di schiacciarti, io fortunatamente sono riuscito a conviverci senza problemi. Anche perchè non ho mai pensato di emulare mio padre, i tifosi di calcio si ricorderanno sempre di Beppe Savoldi più che di me’. In riva allo Stretto però c’è una tifoseria che non la pensa allo stesso modo…