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Reggina, manca ancora quella mentalità vincente che Zeman vuole

Quanto c’è di verità e quanto di strategia nelle dichiarazioni post gara di Zeman? Probabilmente l’una e l’altra. La sua disamina è sempre schietta, condivisibile anche la sua continua insoddisfazione, nel senso che questo gruppo che allena, dà l’impressione sempre di poter fare di più, almeno questo è venuto fuori dalle gare sin qui giocate. Si vede a sprazzi la Reggina e quando schiaccia il piede sull’acceleratore sembra dare la sensazione di poter far male. Il problema è che questo avviene in maniera incostante nell’arco dei novanta minuti, compreso ieri nella trasferta di Monopoli. Un avvio a razzo, la rete di Porcino, almeno altre due palle gol sui piedi di Oggiano, poi la pausa, salvo ripartire dopo la rete subìta. A proposito, adesso sta diventando una pericolosa costante l’indecisione su palla inattiva e mentre prima ci si poteva credere alla causalità, adesso non più. Sarà pure vero come dice il tecnico che oggi questa squadra difende meglio rispetto a come attacca, ma su palla ferma sta diventando sin troppo facile per gli avversari trafiggere il nostro portiere. Rispetto ai match visti fino ad oggi ci sentiamo di dire che sul piano della prestazione si è fatto qualche piccolo passo indietro, le motivazioni possono essere molteplici, prima su tutte una condizione generale che in questo momento è stata fortemente condizionata dal triplice impegno negli ultimi sette giorni. Troppo per un gruppo che ha iniziato la preparazione in forte ritardo e che nei suoi uomini chiave vede le carenze più importanti sul piano fisico. Dicevamo del gioco a sprazzi, questo non piace a Zeman che ancora non è riuscito a trasferire completamente quella mentalità vincente che invece contraddistingue il suo modo di pensare. Imbattuti da quattro gare, con tre pareggi consecutivi, sei punti in classifica che sono bottino interessante e forse oltre ogni aspettativa, ma anche quella sensazione che si sarebbe potuto raccogliere di più, se si fosse osato maggiormente, soprattutto in occasione delle ultime due trasferte. Per questo pensiamo che l’insoddisfazione del mister è in parte vera ed in parte strategica. Rinunciare a battere un calcio d’angolo a proprio favore a trenta secondi dalla conclusione di gara, non rispecchia il modo di pensare dell’allenatore, si gioca sempre per vincere ed in questo senso De Francesco e soci hanno dimostrato di saperlo fare in più circostanze. Il gruppo è giovane e va spronato, Zeman va in questa direzione e chiede ai suoi atteggiamento sempre propositivo. Con questa idea verrà preparato il prossimo appuntamento al Granillo, ancora un derby, stavolta tutto calabrese, arriva un Cosenza carico e motivato.