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Reggina, Zeman idee chiare, analisi lucide e quel feeling con i tifosi…

Lucido e mai banale, preciso e corretto nella disamina di ogni gara. E’ un piacere ascoltare mister Zeman nell’analisi tecnico-tattica della sua squadra. Nulla nasconde e spesso va ad attacchi frontali verso i propri calciatori. “Sono molto arrabbiato, se giochiamo come è stato fatto nel primo tempo, rischiamo di andare incontro a brutte figure”. Ci ha lavorato una settimana intera su approccio e comportamenti, annusando pericolo di rilassatezza, dopo la grande vittoria nel derby. Aveva chiesto ai suoi massima attenzione e atteggiamento aggressivo, l’esatto contrario di quanto avvenuto invece contro l’Akragas, soprattutto nella prima parte. Insieme all’organizzazione di gioco, sono queste le armi che un gruppo così giovane come quello della Reggina deve mettere in campo per avere la meglio su qualsiasi avversario. Se non si lavora di gruppo, di compattezza, di concentrazione, i reparti si sfilacciano, i tempi di intervento saltano, la difesa va in forte affanno. Quanto abbia inciso l’espulsione dopo pochi minuti di Marino, non è possibile stabilirlo in termini di percentuale, di sicuro la squadra vista nel secondo tempo, per reazione, temperamento e aggressività, è sembrata quella più ad immagine e somiglianza del tecnico. Idee e geometrie di gioco si intravedono a sprazzi, ma è necessario che le stesse vengano riproposte in campo con maggiore continuità, lo sbilanciamento sulle due corsie è evidente, al momento molto più affidabile quella di sinistra. Tutti accorgimenti già individuati da mister Zeman e la sensazione che con il trascorrere delle settimane, questo gruppo può solo crescere e quindi migliorare. Non solo il suo contributo per continuare questo processo, ma anche quello del pubblico. Lui ne è già innamorato e l’anticipo alle 16,30 dell’incontro con il Catania lo disturba molto, semplicemente perché immagina che sugli spalti ci possa essere qualche spettatore in meno.

Michele Favano