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Reggina, quando De Francesco sale in cattedra… E Coralli fa una richiesta

di Michele Favano – Appena una settimana fa, di questi tempi, si esultava per una strepitosa e meritata vittoria ottenuta sul Messina. Oggi nell’analisi del match giocato ad Agrigento, la soddisfazione è ridimensionata, anzi esattamente divisa a metà. Perché per un solo tempo si è potuta ammirare la Reggina che tutti vogliono, per l’altra parte troppe cose da rivedere, che hanno infastidito soprattutto il tecnico Zeman. Karel non si nasconde nella disamina di ogni gara e spesso mette tutti d’accordo, semplicemente perché racconta esattamente quello che avviene all’interno del rettangolo di gioco. C’era il rischio dopo il derby di affrontare l’incontro immediatamente dopo, non con la necessaria concentrazione e soprattutto con lo stesso spirito. L’Akragas ci aveva dato l’impressione per buona parte della prima frazione, di essere nettamente superiore agli amaranto sul piano fisico. In realtà una falsa sensazione, semplicemente perché è stato l’atteggiamento generale della squadra non all’altezza della situazione. Questa Reggina ha assoluta necessità di tenere un ritmo sempre molto alto, aggredire gli avversari, attaccare prima e seconda palla, muoversi in maniera compatta nei tre settori. Se questo non succede, anche un avversario modesto come quello guidato da mister Di Napoli, rischia di prendere il sopravvento. E poi quelle sbavature che solo la conoscenza tra calciatori e di conseguenza la linearità dei movimenti, potranno cancellare, in attesa di quei sincronismi ci sarà da soffrire. Cinque gol in due trasferte sono tanti, su questo aspetto verranno fatti ulteriori approfondimenti tattici e di attenzione, è altrettanto vero che guardando le partite della squadra amaranto, di sicuro non ci si annoia e c’è sempre la convinzione che potrà succedere qualcosa da un momento all’altro. L’altro dato che balza all’occhio e la “dipendenza” dal rendimento di De Francesco. Primo tempo in ombra, Reggina poco piacevole, seconda parte di livello e la squadra cambia volto. E’ lui che decide ed incide, detta i tempi, suggerisce, sollecita i compagni, riesce sempre a trovarsi dove c’è maggiore bisogno. Un giocatore destinato alla lunga a lasciare il segno, troppo importante per lo sviluppo di gioco della squadra. Intanto apprezziamo le qualità di un altro giovane come Knudsen e prendiamo nota del primo gol stagionale di Coralli. L’attaccante che oltre alle reti, garantisce lavoro di sacrificio e grande esperienza soprattutto nei momenti di difficoltà. Ha fatto una richiesta, rivedere la curva piena anche contro il Catania, tifosi accontentiamolo.