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Reggina, derby vinto e tifoseria entusiasta. Stop all’euforia, ora c’è l’Akragas

di Michele Favano – Se tra i tifosi l’entusiasmo è giusto che si protragga ancora per qualche giorno, stesso atteggiamento non potrà essere invece mantenuto dai calciatori. Il derby è stato vinto, la squadra ha esaltato tutti, il pubblico si è divertito. Punto. Si cambia pagina e si guarda avanti, il campionato è lunghissimo e come diceva il saggio direttore generale, le difficoltà arriveranno ed in quei momenti che società e squadra avranno bisogno del sostegno della gente. Zeman sa bene che una ubriacatura da derby è l’insidia più pericolosa per la sua Reggina, per questo motivo, ha mantenuto freddezza e lucidità nel post gara, parlando di soddisfazione per il risultato, meno per quello che riguarda determinati concetti di gioco a suo avviso non ancora espressi al meglio. In cuor suo è certamente contento per l’atteggiamento assunto dal gruppo, per impegno, determinazione e attaccamento, ma vuole di più come è giusto che sia. Quanto visto in occasione del match con il Messina, va ancora migliorato e soprattutto profuso qualunque sia l’avversario, guai a commettere errori che per altri, vedi Cosenza vittorioso a Catanzaro e poi battuto in casa dal Taranto, sono poi risultati fatali. Ma Karel è uomo di campo, gran lavoratore, quasi incontentabile e questa fame, questa voglia di migliorarsi sempre, sta cercando di trasmetterla anche ai suoi calciatori. E’ ripartita la settimana di preparazione, la prossima sfida si gioca in terra siciliana, contro un Akragas che fino ad oggi ha raccolto un solo punto, frutto del pareggio casalingo con la Vibonese, salvo poi scontrarsi con la corazzata Lecce, uscendone sonoramente battuto. Per gli amaranto ci saranno i sei giorni di allenamento si traducono in crescita di condizione, quel tipo di lavoro che per il mister è fondamentale nello sviluppo del suo gioco, ma che per i motivi che più volte abbiamo raccontato, non è stato possibile effettuare alla pari con tutti i calciatori a disposizione. Vi è anche l’opportunità di migliorare la fase di inserimento degli ultimi arrivati, anche se i Possenti, i Romanò e Knudsen, hanno messo in evidenza parecchia disinvoltura all’esordio. Agrigento è la partita delle prime conferme, per poi tornare a riempire il Granillo mercoledi sera contro il Catania.